Urologia Aoui fa scuola, intervento alla prostata senza incisioni
Urologia Aoui fa scuola, intervento alla prostata senza incisioni
Medici internazionali in visita per vedere la chirurgia transperineale mininvasiva preservando la funzione d’organo
Verona, 27 marzo 2026
Trattare chirurgicamente la prostata, senza incisioni, con un ago spesso meno di un millimetro e preservando la funzione d’organo. Una delegazione di medici internazionali è venuta a Verona, nelle sale operatorie dell’Urologia diretta dal prof Alessandro Antonelli, per un confronto su questa metodologia innovativa. Hanno assistito live agli interventi alla prostata, eseguiti dal prof Riccardo Giuseppe Bertolo, con tecnica transperineale (TPLA), grazie alla tecnologia Echolaser, una delle soluzioni più avanzate della chirurgia mininvasiva urologica.
Delegazione internazionale in visita. I medici in visita a Verona sono quattro: due provenienti dal Hospital da Luz Torres di Lisbona, un medico nigeriano dal Nnamdi Azikiwe University Teaching Hospital di Nnewi e un medico italiano dall’ospedale di Savigliano (Cuneo).
Intervento mininvasivo TPLA. Il trattamento avviene con accesso transperineale (nell’area cutanea tra scroto e ano), senza incisioni chirurgiche. Durante le procedure, guidate in tempo reale dall’ecografia, sottilissime fibre laser vengono inserite tramite aghi con spessore inferiore al millimetro. In questo modo è possibile asportare selettivamente il tessuto prostatico in eccesso (o patologico) attraverso calore controllato. Grazie a questo tipo di intervento, il recupero post-operatorio è rapido e l’impatto sulla qualità di vita è molto contenuto, compresa la preservazione della continenza, della funzione sessuale e dell’eiaculazione. Può essere usato per trattare patologie benigne e maligne.
Ipertrofia prostatica benigna. La condizione consiste in un ingrossamento non tumorale della prostata, molto comune con l’avanzare dell’età, che può causare difficoltà a urinare, aumento della frequenza urinaria e disturbi notturni. Quando i farmaci non sono più efficaci, può essere necessario intervenire. Nel caso dell’ipertrofia prostatica benigna (IPB), questa la procedura mininvasiva permette di ridurre il volume della prostata e migliorare i sintomi urinari evitando interventi più invasivi. Inoltre ci sono possibilità molto elevate di risparmiare la funzione eiaculatoria dal paziente.
Carcinoma prostatico. Questa forma rappresenta il tumore più frequente nell’uomo: spesso cresce lentamente, ma in alcuni casi richiede trattamento. Le nuove tecniche focali permettono, in pazienti selezionati, di trattare la malattia in modo mirato riducendo gli effetti collaterali. Nel carcinoma prostatico, la TPLA consente quindi una terapia focale, trattando esclusivamente la lesione tumorale e preservando il resto dell’organo.
Prof. Riccardo Giuseppe Bertolo: “Oggi ospitiamo alcuni colleghi stranieri venuti a osservare un intervento molto particolare e d’avanguardia. Si fa attraverso un accesso percutaneo senza incisioni: si entra con aghi molto piccoli, inferiori a un millimetro, all'interno della prostata del paziente posizionato in sala operatoria sotto anestesia molto blanda. E’ una tecnologia attiva da un anno nell'Urologia di Aoui Verona, diretta dal prof. Antonelli. Questo approccio ci consente di trattare sia l'ipertrofia prostatica benigna, migliorando la qualità della vita dei pazienti con sintomi urinari ostruttivi dovuti all’invecchiamento, sia piccole lesioni tumorali in modo focale. Il vantaggio principale è il massimo risparmio funzionale: preserviamo la funzione eiaculatoria, aspetto sempre più richiesto dai pazienti, e nel trattamento del tumore prostatico garantiamo la continenza urinaria, che potrebbe invece essere compromessa da interventi chirurgici più invasivi”.
| Documento | Azioni |
|---|---|
| Comunicato Stampa Prof Bertolo | Scarica |

