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Tecnico perfusionista, non si vede ma salva le vite

Data di pubblicazione: 08 maggio 2026

Mantiene in vita cuore e polmoni manovrando alta tecnologia

Circolazione extracorporea, arresti cardiaci e insufficienza respiratoria

 

Verona, 8 maggio 2026

Sono 1800 in tutta Italia e 18 in Aoui. Si tratta dei tecnici perfusionisti, figure sanitarie altamente specializzate di cui però si conosce ben poco nonostante abbiano un ruolo fondamentale al fianco dei chirurghi durante gli interventi salvavita a cuore aperto con la circolazione extracorporea. Sono loro che con il sapiente utilizzo di macchine mantengono in vita il paziente e in funzione gli organi, anche nel caso di arresti cardiaci e insufficienza respiratoria.
In occasione della Settimana mondale della perfusione, dal 1 al 7 maggio, facciamo il punto su questa figura professionale e sulle macchine salvavita che utilizzano nell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona. I 18 perfusionisti Aoui sono metà donne e metà uomini.
 
Cuore e polmoni sono i suoi campi. Il tecnico perfusionista è un operatore sanitario laureato che viene coinvolto in tutte le patologie cardio-toraco-vascolari, sia in sala operatoria che in ambulatorio. Si muove insieme alle costose macchine dentro l’ospedale e sul territorio.
In ambito cardiochirurgico si occupa di mantenere le funzioni vitali durante un intervento con la circolazione extracorporea, mentre in ambito ambulatoriale si occupa della diagnosi delle patologie cardiache in ecocardiografia e del controllo strumentale di pazienti portatori di pacemaker e defibrillatori. Sono presenti anche nei laboratori di Emodialisi, Fisiopatologia respiratoria, di Medicina trasfusionale e Medicina dello sport. 

ECMO. Extracorporeal membrane oxygenation (Circolazione extracorporea ossigenato a membrana) è una macchina che viene utilizzata all’interno e all’esterno dell’ospedale per gestire shock cardiogeno, arresti cardiaci o insufficienze respiratorie gravi. Attraverso alcune cannule si collegano i vasi del paziente alla circolazione extracorporea e sostituiamo temporaneamente la funzione cardiaca e/o polmonare.

Macchina cuore-polmone. Serve per la circolazione extracorporea in cardiochirurgia. Ha lo scopo di sostituire temporaneamente la funzione del cuore e dei polmoni affinché il cardiochirurgo possa espletare la tecnica chirurgica. Attraverso questa pompa si sostituisce la funzione cardiaca, mentre l’ossigenatore sostituisce la funzione dei polmoni e dei tubatismi biocompatibili collegano il cuore del paziente alla macchina. Durante l’intervento cardiochirurgico a cuore aperto, il cuore viene perfuso a livello sistemico con un sistema di monitoraggio altamente specializzato ed avanzato. Prima del 1953, anno del primo intervento cardiochirurgico seguito con la macchina cuore-polmone, era impossibile operare al cuore con un intervento a cuore aperto. 

Macchina di ipertermia oncologica antiblastica. È una macchina che serve a diffondere un farmaco chemioterapico, attraverso un lavaggio addominale, per il trattamento dei tumori addominali (stomaco, ovaie e tumori ginecologici). Attraverso questa macchina, dopo l’intervento chirurgico, si infondere un chemioterapico che ha una concentrazione venti volte maggiore rispetto all’efficacia dell’infusione sistemica. 

Macchina di trasporto organo. Trasporta il cuore battente a temperatura controllata. Lo scopo di questa macchina è quella di connettere il cuore prelevato da un donatore all'interno di un circuito con un sistema di circolazione extracorporea. Viene usata per le distanze molto lunghe fra donatore e ricevente.  Il cuore battente è monitorato nei parametri vitali e funzionali restando perfuso fino a 10/12 ore, con una durata maggiore rispetto alle 5/7 dei sistemi di trasporto classici a temperatura controllata fredda.

Rocco Tabbì, coordinatore dei tecnici perfusionisti di Verona e coordinatore del corso di laurea dei tecnici perfusionisti dell’Università di Verona: "Il nostro è un ruolo poliedrico in ambienti multidisciplinari con elevati livelli di responsabilità e apparecchiature ad alta tecnologia. Non siamo solo sala operatoria ma anche in ambulatori di varie aree disciplinari, nella telemedicina e chiamati sul territorio per le urgenze e le donazioni di organi. La nostra professione ha una quota rosa significativa, ci vuole tanta ambizione perché l’adrenalina e il livello di stress può essere elevato".

Il video è scaricabile al link https://mega.nz/folder/ChwmXbBT#blzDEjPoJbk6f4tCCkYHYw

 

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Ultimo aggiornamento: 08/05/2026 15:18

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