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Otorino. L’impianto cocleare su misura inserito nella coclea mediante chirurgia robotica

Data di pubblicazione: 29 ottobre 2026

Dott Carner: “Il robot si muove a un millimetro al secondo. Inesistenti i danni ai tessuti. Recupero totale della sordità”

 
La chirurgia robotica è arrivata anche in Otorino, al Centro regionale dell’orecchio bionico, per correggere la sordità in maniera meno invasiva e con migliori risultati uditivi. Si tratta dell’impianto cocleare, che adesso è scelto esattamente su misura del paziente. Si calcolano le dimensioni della coclea del paziente poi si inserisce l'impianto, personalizzato sulla base dell’anatomia cocleare, secondo una precisa “traiettoria” seguita da un braccio robotico, che agisce lentamente senza danneggiare il tessuto. 
Questo tipo di intervento viene effettuato su circa 15/20 pazienti l’anno, ed è una pratica ormai consolidata. Il primo paziente è stato trattato nello scorso aprile, e per tre pazienti alla tecnica robotica è stata anche associata l’analisi morfologica della coclea e la definizione delle distribuzioni frequenziali sulla base di algoritmi personalizzati. 
L’impianto su misura inserito con la robotica. Attraverso un software specifico viene analizzata e misurata la coclea del paziente. Da qui viene scelto l’impianto cocleare ottimale per il singolo paziente con la formula ABF (Anatomical based fitted). L’impianto si inserisce poi nel foro della coclea attraverso l’Otoarm-Otodrive, un braccio robotico di precisione millimetrica che lo introduce delicatamente e ad una velocita’ di 1 mm/secondo. 
Più udito e meno danni a tessuti. Con questa modalità è l’impianto che si adatta alla lunghezza della coclea (diversa in ogni paziente), permettendo un ottimo risultato uditivo fin dall’accensione dell’impianto che avviene già il giorno successivo all’intervento. Il paziente viene quindi dimesso lo stesso giorno con un impianto cocleare personalizzato che gli consente di sentire e relazionarsi con il mondo.  Questo è possibile perché conoscendo la lunghezza precisa della coclea si possono mappare le frequenze dell’impianto, personalizzandole mediante la formula ABF (Anatomica Based Fitted). A ciò si aggiunge l’uso del robot che riduce sensibilmente i danni alla coclea, preservando meglio l’udito. 
L’intervento. L’intervento può essere effettuato su tutti i pazienti candidati a impianto cocleare. Dura circa un’ora e viene fatto in anestesia generale. Il follow up è annuale, non sono necessarie ricalibrazioni delle frequenze ed è un controllo che può essere effettuato a distanza dal medico, attraverso la telemedicina. Per il buon esito dell’intervento, il lavoro dell’équipe resta fondamentale.Senza l’opera di personale altamente specializzato non sarebbe possibile, neppure con il robot, ottenere un risultato uditivo ottimale per i pazienti sordi. Presso il Centro di riferimento regionale dell’orecchio bionico, dove sono seguiti oltre un migliaio di pazienti, provenienti per il 75% da fuori regione, operano il prof.  Luca Sacchetto, direttore della UOC di ORL, il dott. Marco Carner, responsabile del Centro stesso, il dott. Luca Bianconi, il dott. Valerio Arietti e la dott.ssa Athena Arsie insieme al personale tecnico e logopedico composto da Roberta Cecco, Monica Dalla Valentina, Alberto Scapolo, Laura Tosi e Chiara Vanti. 
Dott. Marco Carner: “In primo luogo analizziamo la coclea. Sebbene le coclee abbiano tutte all'incirca la stessa lunghezza, esistono in realtà delle differenze da individuo a individuo: in genere una coclea misura circa 28 millimetri e di solito si tende a inserire per tutti lo stesso tipo di impianto. Se però la coclea ne misura 31, rimarranno scoperti 3 millimetri. È come voler suonare solo una metà del pianoforte tralasciando l'altra, perdendo così molte frequenze. Per l'inserimento ci affidiamo al robot, che riduce al minimo il trauma sui tessuti. Per quanto l'esperienza possa portare il chirurgo a procedere lentamente, la manualità umana risulta comunque troppo veloce e non sempre garantisce la preservazione delle strutture cocleari. Il robot, invece, viene posizionato sulla fessura ed effettua l'inserimento con estrema delicatezza, alla velocità calibrata e misurata di un millimetro al secondo. In questo modo il danno alle cellule residue è pressoché inesistente. Da Verona una medicina sempre più personalizzata nel rispetto dell’individualità del paziente. La bionica uditiva del futuro non sarà necessariamente quella con più macchine, ma quella capace di utilizzare i dati, le esigenze del singolo paziente per prendere decisioni sempre più precise. E in Aoui la traiettoria è ormai chiara”.
 
Documenti collegatiAzioni
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Ultimo aggiornamento: 29/10/2026 12:45

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