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Otorino, Centro Regionale Orecchio bionico. Giubbotto e visore per ascoltare la musica

Data di pubblicazione: 14 agosto 2026

Stimoli multisensoriali immersivi aumentano i livelli uditivi nei pazienti sordi con impianto cocleare

 
Premesse. I pazienti sordi portatori di impianto cocleare possono comprendere le parole ma non apprezzare brani musicali. Nel 2025 il Centro Regionale Specializzato per la Chirurgia e la Riabilitazione Bionica dell'Udito dell’AOUI di Verona, coordinato dal dott. Marco Carner, è stata la prima struttura al mondo, a valutare l’efficacia del giubbotto acustico-vibratorio per ascoltare la musica. Oggi, nel 2026 un altro passo avanti è stato fatto, di nuovo per la prima volta al mondo. Per i portatori di impianto cocleare è stato sperimentato un visore per la stimolazione visiva, che mostra immagini in un contesto immersivo legate ai brani che i pazienti mentre indossano anche il giubbotto.
Come funzionano gli stimoli multisensoriali. La combinazione dei due dispositivi, giubbotto vibrotattile e visore insieme, ha dato risultati preliminari positivi, sia in termini di performances uditive, sia in termini di ascolto delle parole e della musica con coinvolgimento emozionale. Ogni paziente, indossando il proprio impianto cocleare e grazie alla stimolazione vibratoria (attraverso il giubbotto) e visiva fornita da uno speciale visore immersivo, ha potuto provare l’emozione di ascoltare brani musicali di diversi generi (rock, classici, pop) in modo immersivo. 
Il visore (stimolazione visiva). Il visore di realtà virtuale, messo a punto dal prof. Turchet, docente del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università di Trento, mostra immagini in un ambiente immersivo che si rifanno al brano in ascolto, in base a ritmo e genere. Ci sono, ad esempio, scene più dinamiche e forti (come una strada trafficata) per musica intensa, mentre immagini primaverili vengono associate a brani più delicati.
Il visore era stato utilizzato con successo (musica emozionale) finora solo per soggetti normoudenti: la collaborazione con il dott. Carner del Centro dell’AOUI di Verona ne ha permesso l’impiego anche in soggetti sordi con impianto cocleare, con risultati emozionali di ascolto della musica eccezionali. 
Il giubbotto (stimolazione audiotattile). I risultati dei test, condotti presso il Centro Regionale lo scorso anno su oltre 20 pazienti sordi (dai 19 agli 81 anni) e portatori di impianto cocleare, pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale “Scientific Reports” (Nature Portfolio), erano stati particolarmente positivi. Le prove audiometriche condotte dopo la stimolazione multisensoriale audio-vibro-tattile, avevano dimostrato un significativo aumento delle capacità dei soggetti portatori di impianto cocleare nel percepire e distinguere sia suoni che parole, non solo in quiete, ma anche in ambienti rumorosi. 
Perché è importante la stimolazione multisensoriale immersiva. Non è solo questione di musica: l'ipoacusia è un grave handicap anche relazionale che causa isolamento sociale, aggravato dalla scarsa consapevolezza nella società moderna di questa condizione. Negli anziani, inoltre, il calo uditivo non correttamente trattato accelera il declino cognitivo. Nei bambini, l’ipoacusia non diagnosticata rischia di compromettere lo sviluppo cerebrale, la neuroplasticità e la vita relazionale, con possibili disturbi comportamentali come l'iperattività. L’associazione audio-vibro-tattile e visiva, consentendo un adeguato ascolto musicale e una esperienza emozionale completa, stimolano non solo la ricezione dei sensi, ma più in generale il pensiero complesso, le funzioni cognitive e quindi permettono di mantenere una adeguata vita di relazione.
Centro Regionale Specializzato per la Chirurgia e la Riabilitazione Bionica dell'Udito dell’AOUI di Verona. Il Centro, afferente all’Uoc di ORL, diretta  dal prof Luca Sacchetto), è nato nel 2000 ed oggi segue circa un migliaio di pazienti, portatori oltre che di impianto cocleare anche di protesi impiantabili, protesi vibratorie all’orecchio medio, impianti al tronco encefalico ed impianti al collicolo inferiore. 
Il 75% dei pazienti proviene da fuori regione e possono essere seguiti anche mediante applicazioni di telemedicina, con notevole risparmio di costi per i pernottamenti, di tempo per i viaggi e ridotte assenze dal lavoro o dalla scuola. 
Presso il Centro, svolgono la loro attività professionale, oltre al dott. Carner (responsabile del Centro e specialista in Otorinolaringoiatria e audiologia), valenti ed esperti chirurghi, il prof. Luca Sacchetto, i medici Luca Bianconi e Valerio Arietti, e competente personale tecnico di audiometria e logopedia: Roberta Cecco, Monica Dalla Valentina, Alberto Scapolo, Laura Tosi e Chiara Vanti.
Oltre allo screening audiologico, i servizi del Centro sono molteplici: dalla stanza immersiva per i bambini, alle cabine audiometriche per misurare l’udito. Si svolgono anche le indagini elettrofisiologiche, che attraverso le risposte elettriche del cervello valutano la funzionalità del nervo acustico agli stimoli sonori. Queste indagini permettono quindi di definire in modo oggettivo il livello uditivo del paziente e l’eventuale sede del danno lungo le vie acustiche. 
Nel Centro è attivo lo screening audiologico, che permette, una volta accertata la presenza di problemi dell’udito, di prospettare le soluzioni di riabilitazione uditiva più’ adeguate: gli apparecchi acustici tradizionali, l’impianto cocleare o entrambi (udito bimodale). Presso il Centro si fa anche telemedicina: i pazienti con impianto cocleare possono, da casa, con una applicazione, registrare periodicamente l’audiometria e i parametri del loro sussidio bionico, inviando tutto al medico per il controllo. Sempre a distanza oggi è possibile apportare modifiche alle mappe dei pazienti, collegati in video-conferenza.
Dott Marco Carner: “Adesso lo studio ha dimostrato di allargare l’ascolto musicale alla sfera emozionale, campi finora proibiti ai pazienti portatori di orecchio bionico. Questo approccio “sinestetico”, che stimola un senso per evocare automaticamente l’esperienza di un altro senso come ‘vedere’ un suono o ‘sentire’ una vibrazione, migliora la comprensione delle parole in quiete ed in ambienti rumorosi. Inoltre, consente la percezione musicale, verosimilmente attraverso l’attivazione di vie nervose supplementari della corteccia somatosensoriale secondaria, potenziando l’attività cerebrale. Il giubbotto acustico-vibratorio o “aptico” simultaneamente attivato con il visore ha prodotto risultati uditivi notevoli, mai raggiunti prima, aprendo la strada a terapie riabilitative innovative per chi usa impianti cocleari o apparecchi acustici. 
La collaborazione tra l’Università di Trento e il nostro Centro potrà sicuramente dare ulteriori proficui risultati per i pazienti portatori di impianto cocleare e/o apparecchi acustici, con una valenza sanitaria e sociale notevole.  Anche grazie al continuo stimolo del prof. Sacchetto, la moderna ricerca e gli approcci innovativi che utilizziamo sono riconosciuti dai maggiori esperti internazionali, come dimostrano le molteplici pubblicazioni e presentazioni nei principali congressi mondiali di Otorinolaringoiatria, come la mia recente partecipazione a Varsavia al “18th International Conference on Cochlear Implants and other Implantable Technologies“ e il prossimo ottobre all’“American Academy of Otolaryngology”  a Los Angeles”. 
 
Documenti collegatiAzioni
Carner, ai sordi il visore per ascoltare la musica.docxScarica
Dott. Carner al 18th International conference on Cochlear Implants.jpgScarica
paziente con impianto cocleare ascolta brani con giubbotto e visore.jpgScarica
Ultimo aggiornamento: 14/08/2026 10:07

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