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Ostetricia e Ginecologia. L’IA nella diagnosi prenatale

Data di pubblicazione: 05 ottobre 2026

Veloce, predittiva, vede oltre l’occhio umano. Resta centrale il ruolo dello specialista: l’IA affianca, non sostituisce

 
In ostetricia e ginecologia l’ecografia è lo strumento migliore e più consolidato al servizio dello specialista. In Aoui lo è da oltre 30 anni, grazie all’expertise clinica che sviluppa le conoscenze, integrandosi con le tecnologie più recenti. Oggi a questa tradizione si affianca l’intelligenza artificiale: nella patologia fetale, nella diagnosi prenatale e nella diagnosi ginecologica. Tutto diventa ancora più accurata e veloce, con algoritmi che, affiancati al lavoro dell’operatore, offrono molteplici benefici.
Questo è stato il focus del convegno a Verona “AI Beyond Human Eyes. Odissea diagnostica”, organizzato dall’Uoc Ostetricia e Ginecologia B, diretta dal dott. Valentino Bergamini. All’appuntamento hanno partecipato gli esperti nazionali per un confronto tecnico e pratico sui macchinari di ultimissima generazione presenti in Aoui. 
Benefici per lo specialista e per il paziente. Gli algoritmi analizzano grandi quantità di immagini ecografiche e di dati, aiutando a individuare anomalie che potrebbero non essere visibili all’occhio umano, come difetti cardiaci, malformazioni scheletriche o alterazioni del sistema nervoso. Riconoscono in tempo reale i piani di scansione corretti, riducono la variabilità tra operatori, aumentano la sensibilità diagnostica, ottimizzano tempi e flusso di lavoro. Le tecniche di deep learning migliorano inoltre la risoluzione delle immagini e permettono di monitorare con maggiore accuratezza crescita e sviluppo del feto. Combinando dati genetici, parametri materni e dati clinici, l’IA può poi stimare la probabilità di anomalie cromosomiche e di specifiche condizioni, permette lo screening genetico non invasivo. Nel complesso l’IA aiuta a migliorare la gestione della gravidanza, segnalando al medico eventuali cambiamenti importanti. Gli algoritmi predittivi possono infine contribuire a limitare gli esami invasivi ai soli casi in cui il rischio di anomalie è confermato o altamente sospetto. 
Il convegno a Verona. “AI beyond human eyes. Odissea diagnostica” si è svolto il 2 e 3 ottobre 2026 in Aoui Verona, al Centro Marani e nelle aule del padiglione 29, poliambulatori Donna-Bambino. Un corso pratico di ecografia ostetrica e ginecologica, con relazioni dedicate all’IA, la presentazione di casi clinici e sessioni hands on con macchinari di ultimissima generazione. Responsabili scientifici del convegno sono state, dell’equipe di Diagnosi prenatale Uoc Ostetricia e Ginecologia B, le dott.sse Francesca Presti (responsabile), Irene Maria Padovani, Elena Mantovani, poi la dott.ssa Daniela Scozzola dell’equipe Ginecologia oncologica dell’Uoc Ostetricia e Ginecologia. La segreteria scientifica invece del dott. Bergamini con il dott. Stefano Scarperi (Ostetricia e Ginecologia B) e prof. Stefano Uccella direttore Uoc Ostetricia e Ginecologia.
Marianna Lorenzoni, direttore sanitario Aoui: “La domanda da porci non è più se l'intelligenza artificiale cambierà la medicina: è già cambiata. È cambiato il mondo, il modo di vivere quotidiano, quindi sì, la medicina verrà continuamente cambiata e integrata dall'IA. Tuttavia non dobbiamo mai perdere il nostro controllo su di essa e, quindi, la nostra formazione di base, indipendente e autonoma. La nostra formazione ci permette sempre di poter intervenire con l’intelligenza umana, ma non dobbiamo mai fermare il progresso, perché naturalmente potrà portare molto ai nostri pazienti. Momenti di formazione come questo, sia teorica che pratica è quindi fondamentale. Un altro aspetto che deve coniugarsi con l'innovazione è l'umanizzazione: l’intelligenza artificiale è sicuramente fondamentale, ma il nostro ruolo umano nei rapporti con il paziente deve sempre conservarsi nei nostri valori professionali. Come Azienda ospedaliera ci teniamo molto, crescendo e portando buone pratiche”.
Dott. Valentino Bergamini, direttore Uoc Ostetricia e Ginecologia: “Questo tipo di sviluppo va verso un futuro in cui la tecnologia sarà sempre più orientata alla diagnosi e alla cura dell’uomo. È un fenomeno che non ha bandiera e non ha confini. Noi facciamo l'ecografia da 30-40 anni ed è entrata in tutto quello che è il nostro protocollo terapeutico. Ora subentra l’intelligenza artificiale che ci ha già fornito dati importantissimi: riesce a produrre un processo diagnostico in maniera eccellente e a fare previsioni. Inoltre, più dati vengono caricati, più diventa accurata. Riduce la variabilità dell’operatore, riconosce attraverso determinati algoritmi diagnosi magari riconoscibili solo dall’operatore esperto. L’intelligenza artificiale non deve essere unicamente un modo per utilizzare algoritmi e arrivare a delle immagini, diagnosi o a previsioni su certi sviluppi della malattia. Pensiamo, per esempio, a un’ecografia ostetrica: è un atto emozionale. Ci sono delle aspettative da parte della mamma, ci sono delle aspettative da parte di una famiglia, questo non va dimenticato”.
 
Documenti collegatiAzioni
al centro il dott. Bergamini con l'equipe.pngScarica
Bergamini AI beyond human eyes.docxScarica
Ultimo aggiornamento: 05/10/2026 18:23

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