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Dopo Crans Montana i ragazzi devono essere pronti a fronteggiare situazioni di emergenza

Data di pubblicazione: 22 settembre 2026

Centro Practice. Simulazione di scenari realistici ad altro impatto per gli studenti

 
Un’esperienza forte, che rimane impressa nella memoria dei ragazzi e che potrebbe servire a salvare la vita. E’ questo lo scopo della simulazione che ha fatto vivere agli studenti due situazioni reali in cui potrebbero essere coinvolti: un incendio in discoteca o un arresto cardiaco all’aperto. 
Per la prima volta, al Centro Practice Aoui è stata organizzata una settimana di maxi simulazioni per le classi terze quarte e quinte di 8 istituti superiori di Verona, giornate formative rivolte anche ai professori che sono servite a insegnare poche ma essenziali regole pratiche per fronteggiare un’emergenza di massa. Da lunedì a giovedì saranno formati 240 studenti e 70 insegnanti.
La tragedia di Crans Montana ha fatto emergere questa esigenza che corrisponde ad un gap informativo dei ragazzi, al quale hanno dato risposta l’équipe del Practice (attivo già da 7 anni con la formazione nelle scuole) ha organizzato “NoPanicSim” in collaborazione con Sicurscuola Verona – Rete Sirvess (Sistema di Riferimento Veneto per la Salute e sicurezza nelle Scuole) di Verona. Hanno contribuito anche Fondazione Santa Toscana e Spisal Ulss 9 Scaligera.
Elementi di rischio e difficoltà. Vie di fuga bloccate o non segnalate, sbalzi o assenza di corrente, fumo, grida e persone a terra. Un ambiente chiuso come una discoteca può diventare una trappola e raramente quando si entra si guarda dove sono le uscite di emergenza. La breve lezione teorica, prima delle simulazioni pratiche, ha insegnato agli studenti come riconoscere l’ambiente sicuro, la gestione in scarsa visibilità e come fronteggiare il fumo. Ma anche come trattare l’arresto cardiaco e l’ostruzione delle vie aeree, come mettersi in salvo da situazioni di emergenza e aiutare l’amico a terra.
Tutte queste regole pratiche che fanno la differenza sono state speigate dal personale del Suem 118, dagli addetti antincendio del Servizio Prevenzione Aoui e dal personale sanitario Aoui.
Poche nozioni che rimangono. Ma la vera efficacia di “NoPanicSim” sta nelle simulazioni, le prove pratiche immersive in cui gli studenti hanno attuato tutte le manovre per sviluppare la capacità decisionale nelle emergenze. Innanzitutto è fondamentale capire come non essere coinvolti in prima persona nell’emergenza, valutare pericoli comuni spesso sottovalutati (traffico o la folla). E’ importante sapere come funziona la Centrale operativa Suem 118 e soprattutto come effettuare una chiamata efficace, ma anche come riconoscere un ambiente sicuro, individuare vie di fuga, segnali e momento giusto per allontanarsi. Inoltre i ragazzi imparano come gestire emergenze quali arresto cardiaco e respiratorio, ed effettuare le manovre di Basic Life Support. 
La simulazione pratica dura un’ora, i ragazzi sono divisi in due squadre che a turno provano i due doversi scenari di evento maggiore. Al termine delle prove i ragazzi e i relatori si riuniscono un’ultima volta per fare il punto di ciò che è stato appreso. 
Centro Practice Aoui. Il Centro di Formazione e Simulazione avanzata “Practice” nasce nel 2012 e da oltre dieci anni è parte integrante del sistema formativo dell’Azienda ospedaliera. Gestire un simulation center universitario significa integrare assistenza, didattica e ricerca, facendo convergere le esigenze dell’Azienda, con innovazione, qualità e servizio del territorio. Nel Centro trovano collocazione diverse tipologie di laboratorio, distribuite in specifiche aree: chirurgia, emergenza-urgenza e non-technical skills, ostetrico-ginecologica, radiologia interventista e spazi per briefing e debriefing. Dal 2021 l’attività è stata estesa alle scuole con oltre 20 mila giovani coinvolti. 
Rete SiRVeSS. Il Sistema di Riferimento Veneto per la Sicurezza nelle Scuole ha lo scopo di promuovere la cultura della sicurezza tra gli studenti e i lavoratori della scuola, agendo contestualmente sulle persone e sull’ambiente fisico e sociale. I suoi ambiti di intervento spaziano dal sostegno agli SGS (Sistemi di Gestione della Sicurezza), alla formazione rivolta al personale scolastico e agli studenti, fino al collegamento con altre agenzie pubbliche che si occupano di questi temi. La cultura della sicurezza è intesa come capacità di percepire i rischi, adottare comportamenti sicuri sul lavoro, sulla strada e in ambito domestico. Nei giovani e studenti si stimola l’assunzione di un ruolo attivo sul fronte della sicurezza. La rete si occupa anche di formare i docenti coinvolti in attività didattiche sulla sicurezza, rivolte a studenti e giovani lavoratori.
Questa mattina erano presenti al punto stampa: Marianna Lorenzoni direttore sanitario Aoui, prof.ssa Maria Angela Cerruto direttore Uoc Servizio per lo Sviluppo della professionalità e l'innovazione, ing. Maurizio Lorenzi direttore Uoc Servizi tecnici e patrimoniali, dott. Luca Dal Corso organizzatore della simulazione, dott. Adriano Valerio direttore Suem 118 di Verona, dott. Marco Manzini coordinatore infermieristico Suem 118, prof. Andrea Burato coordinatore rete Sirvess Verona di sicurezza nelle scuole, la dott.ssa Stefania Dolci direttore Uoc SPISAL dell'ULSS 9 Scaligera, Euro Centon infermiere Suem 118 e Nicolò Oselini Servizi tecnici Aoui.
Marianna Lorenzoni, direttore sanitario Aoui: “La prevenzione è uno dei cardini del nostro agire come struttura sanitaria pubblica. Mantenere in salute la collettività non significa solo l’eccellenza di cura nei nostri reparti ma anche portare fuori dal perimetro ospedaliero le nostre competenze. In questo caso, il Centro Practice, che normalmente fornisce alta formazione ai professionisti sanitari di tutta Italia, ha creato un format di grande qualità adatto ai giovani. La capacità decisionale in una maxi emergenza serve ad arginare il panico, a salvare la propria e la vita dell’amico che abbiamo accanto. I protocolli Aoui delle maxi emergenze adattati a misura di studente è una attività di cui la nostra Azienda è orgogliosa”. 
Prof.ssa Maria Angela Cerruto, direttore Uoc Formazione: “La tragedia di Crans Montana è stata l’origine che ci ha fatto vedere l’utilità per creare questo corso in simulazione per evitare che si generi panico nelle situazioni di emergenza. E’ un obiettivo che da anni stiamo costruendo con le scuole di Verona e provincia, per preparare i ragazzi e essere sicuri un domani. La collaborazione con Sirvess è importante per portare la nostra formazione sulla sicurezza in tutto il territorio. Si parte dalla conoscenza, che è la base, ma si impara anche a lavorare in gruppo, comunicare e essere più preparati in un caso emergenziale. L’apertura al territorio è fondamentale per garantire il benessere di tutti i cittadini”. 
Prof Andrea Burato, coordinatore Sirvess: “Il nostro obiettivo è promuovere la cultura della sicurezza tra i giovani, studenti e lavoratori. E’ importante acquisire la capacità di percepire i rischi e adottare comportamenti sicuri sul lavoro, in strada a casa, ma anche nel tempo libero. La cultura della sicurezza significa avere un ruolo attivo e preparato nelle situazioni di maxi emergenza dove è scontato che si generi il panico”.
 
 
Documenti collegatiAzioni
scenario della discoteca con fumo.jpgScarica
scenario cantiere.jpgScarica
operatore Suem alla simulazione in cantiere.jpgScarica
lezione teorica.jpgScarica
da sx Centon, Valerio, Lorenzoni, Lorenzi, Manzini, Cerruto, Burato, Dal Corso, Dolci, Oselini.jpgScarica
scenario della discoteca buio.jpgScarica
un ragazzo valuta una vittima.jpgScarica
Cerruto simulazione dopo Crans Montana.docxScarica
Ultimo aggiornamento: 22/09/2026 13:49

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