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Diabete. Primo trattamento con il farmaco che rallenta la malattia

Data di pubblicazione: 12 agosto 2026

Allarme diabete, patologia in aumento

Prof Bonadonna: “Siamo di fronte all’alba di un futuro in cui si potrà evitare la comparsa del diabete di tipo 1”

 
Si è svolto con successo il primo trattamento su una paziente adulta con il nuovo farmaco che rallenta l’insorgere del diabete 1. La donna ha appena concluso i 14 giorni di terapia con il farmaco Teplizumab, eseguita dall’Uoc Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del metabolismo, diretta dal prof. Riccardo Bonadonna, e strettamente seguita da tutte le figure dell’equipe medica, fra cui prof.ssa Maddalena Trombetta, dott Carlo Negri e  dott Alessandro Csermely, e dell’equipe infermieristica coordinata da Romina Biasi e Severina Lugoboni.
Finora, nella nostra Azienda Ospedaliera, il trattamento è stato impiegato su alcuni piccoli pazienti dell’Uoc Pediatria B, diretta dal prof. Claudio Maffeis. Richiede una infusione endovenosa al giorno e serve per fermare la progressione della malattia verso l’iperglicemia diabetica.
Il Diabete di tipo 1 è la forma più grave di diabete. Il diabete di tipo 1 nella sua fase conclamata necessita della terapia insulinica salvavita e, sebbene colpisca soprattutto in età evolutiva, fino al 50% dei casi si manifestano in età adulta. È una malattia auto-immune, perché è il sistema immunitario del paziente che aggredisce e distrugge le cellule beta del pancreas, devolute alla produzione di insulina. 
Il farmaco rallenta la malattia. La paziente presentava lo stadio 2 del diabete 1, che è una fase precoce e senza sintomi prima dell’esordio clinico con lo stadio 3 e  la necessità della terapia con insulina. Lo stadio 2 della malattia si riconosce per la presenza di almeno due diversi anticorpi diretti contro le cellule beta del pancreas e per alterazioni minime della glicemia. Queste persone sono inevitabilmente destinate ad ammalarsi di diabete 1. Attraverso la terapia è possibile garantire ai pazienti anni di rallentamento dell’evoluzione della malattia e di protezione delle preziosissime cellule beta. In Italia, al momento, il farmaco può essere somministrato solo a scopo compassionevole.
Allarme Diabete: patologia in aumento. Il diabete, sia di tipo 1 sia di tipo 2, è una condizione che ha un impatto importante sulla vita tanto del paziente quanto dei familiari. Prevenzione, alimentazione, stile di vita e rischi della malattia, sono tutti fattori da non sottovalutare in questo tipo di patologia. I numeri sono in aumento. Nella provincia di Verona sono circa 60 mila le persone con diabete. L’incidenza è notevole anche per i pazienti pediatrici: si stima che in Italia vi siano oltre 20 mila bambini e ragazzi con diabete di Tipo 1, con numeri in costante aumento. Nel Veneto ha il diabete di tipo 1 un bambino/ragazzo ogni 800, e i nuovi casi sono oltre 100 per anno.
La diagnosi precoce. I sintomi di un esordio di diabete Tipo 1 sono molto caratteristici: sete intensa (polidipsia) e minzioni frequenti (poliuria). Si possono associare anche segni e sintomi meno comuni come profonda stanchezza, perdita di peso, dolore addominale, forte nausea o vomito ingiustificati. In caso di sospetto è bene contattare subito il medico di famiglia. La diagnosi è rapida, e si basa sulla misura della glicemia. La diagnosi precoce è fondamentale perché è possibile impiegare trattamenti innovativi.
Prof. Bonadonna, direttore Uoc Diabetologia: “Siamo di fronte all’alba di un futuro in cui sarà possibile evitare la comparsa del diabete di tipo 1 in tutte le persone che sarebbero altrimenti destinate a esserne colpite. Oltre a questo trattamento sono già state individuate ulteriori nuove strategie terapeutiche di protezione delle cellule beta nello stadio 2 del diabete di tipo 1, con la prospettiva di essere rese anch’esse presto disponibili”.
 
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Ultimo aggiornamento: 12/08/2026 10:36

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