Centro antiveleni. Piante e funghi pericolosi
Data di pubblicazione: 20 agosto 2026
Fondamentale riconoscere le specie, attive consulenze gratuite con i micologi
Bacche che sembrano frutti comuni, ma anche piante e funghi: d’estate, il rischio di intossicazione può aumentare. In questo periodo, il Centro Antiveleni di Verona a Borgo Trento, diretto dal dott. Giorgio Ricci, viene frequentemente contattato per incidenti che si verificano per contatto o per ingestione incauta, soprattutto da parte di bambini e cani.
Alcune piante del nostro territorio contengono tossine che possono costituire un rischio, in alcuni casi anche serio, per la salute. Bambini e animali spesso ingeriscono incautamente bacche o piante velenose perché attratti dai loro colori appariscenti. Gli esempi di intossicazione da piante possono essere parecchi e di solito sono frutto di disattenzione o di un comportamento imprudente, per quanto riguarda i funghi gli errori sono di riconoscimento.
Piante tossiche per ingestione. Le bacche rosse e carnose del Solanum Pseudocapsicum, note anche come “ciliegie di Gerusalemme”, rappresentano un pericolo specialmente per i bambini, attirati dalla loro somiglianza ai comuni pomodori ciliegini. Attenzione anche alle bacche di Atropa belladonna, molto lucenti, che possono essere facilmente scambiate per mirtilli per forma e colore.
L’oleandro è una pianta tossica molto diffusa e presente in diversi ambienti anche a scopo ornamentale, ma non bisogna fare l’errore di temerne la potatura o toccarne foglie e fiori. L’oleandro è tossico solo in caso di ingestione ed è necessario assumerne una cospicua quantità per avere dei disturbi.
L’oleandro è una pianta tossica molto diffusa e presente in diversi ambienti anche a scopo ornamentale, ma non bisogna fare l’errore di temerne la potatura o toccarne foglie e fiori. L’oleandro è tossico solo in caso di ingestione ed è necessario assumerne una cospicua quantità per avere dei disturbi.
Piante tossiche al contatto. Altre piante invece possono dare effetti anche per il semplice contatto cutaneo: molte sono comunemente presenti nelle nostre case, per esempio lo Spatiphyllum, il Ficus Benjamin, la Dieffenbachia o la Euphorbia Pulcherrima (conosciuta come stella di Natale). Contengono ossalati di calcio, particolarmente concentrati nel liquido biancastro che si vede fluire dalla pianta quando se ne spezza un rametto. Gli ossalati di calcio sono fortemente irritanti quando entrano in contatto con la cute o con le mucose, e si può manifestare gonfiore, arrossamento e dolore nella zona coinvolta. Un arrossamento cutaneo con gonfiore e comparsa di vescicole si può sviluppare anche in caso di contatto con piante come la Heracleum mantegazzianum, nota anche come Panace di Mantegazza, con un caratteristico peggioramento del sintomo dopo esposizione alla luce solare della zona coinvolta.
I funghi, essere sicuri di riconoscere le Mazze da tamburo. Errori di riconoscimento non vengono fatti solo con le piante, ma sono frequenti anche quelli dei funghi. Purtroppo, un occhio inesperto potrebbe non distinguere in modo corretto un fungo commestibile da uno dannoso o addirittura potenzialmente mortale. Anche i funghi velenosi possono contenere tossine differenti e alcuni sono più pericolosi di altri. Si possono manifestare diversi quadri clinici, dalle gastroenteriti facilmente trattabili in ambiente domestico a intossicazioni con gravi danni al fegato o ai reni e che possono richiedere non solo un ricovero ospedaliero, ma anche una terapia specifica e salvavita. Un esempio tra tutti, le Macrolepiota procera, note come Mazze da Tamburo, e alcuni funghi del genere Lepiota (e.g. Lepiota cristata). Possono essere difficili da distinguere ma, se le prime sono commestibili e molto consumate nel nostro territorio, le seconde contengono amatossine, che anche in piccoli quantitativi possono danneggiare il fegato in modo irreversibile fino a dover ricorrere a trattamenti come il trapianto epatico, con tutti i rischi connessi ad interventi chirurgici così invasivi.
Centro Antiveleni di Verona e Ulss9. Il Centro Antiveleni di Verona svolge un ruolo cruciale nell’identificazione delle esposizioni ad alto rischio, indicando agli utenti eventuali precauzioni da prendere al domicilio e l’eventuale necessità di accertamenti ospedalieri. Collabora oltre che con i micologi dell’ULSS 9, anche con le strutture ospedaliere per la più idonea gestione e trattamento dei pazienti intossicati.
Consulenze gratuite Ulss 9 sui funghi. Per quanto riguarda i funghi, è possibile usufruire della consulenza micologica fornita gratuitamente dall’Ispettorato Micologico della Uoc Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) dell'ULSS 9 diretto dalla dott.ssa Elisa Finco. Nel 2025 i micologi ULSS9 (dott Camposampiero, dott.ssa Venditti, dott.ssa Campioli, dott.ssa Porri, dott. Basile, dott. Benevento e dott. Papa) hanno periziato 3241 esemplari di funghi raccolti nella provincia di Verona e di questi 836 sono risultati non commestibili.
Il servizio è svolto da personale sanitario iscritto nel Registro Nazionale dei Micologi e è rivolto ai privati raccoglitori appassionati, occasionali e ai turisti. L’esperto fornirà anche indicazioni e comportamenti da tenere quando si raccolgono e consumano i funghi: la prevenzione delle intossicazioni si attua non solo con il corretto riconoscimento delle specie tossiche, ma anche evitando il consumo di specie commestibili ma per cui si riscontrano uno stadio di maturazione o condizioni igieniche e di conservazione non idonei.
Il servizio è svolto da personale sanitario iscritto nel Registro Nazionale dei Micologi e è rivolto ai privati raccoglitori appassionati, occasionali e ai turisti. L’esperto fornirà anche indicazioni e comportamenti da tenere quando si raccolgono e consumano i funghi: la prevenzione delle intossicazioni si attua non solo con il corretto riconoscimento delle specie tossiche, ma anche evitando il consumo di specie commestibili ma per cui si riscontrano uno stadio di maturazione o condizioni igieniche e di conservazione non idonei.
Dott.ssa Matilde Bacchion, medico del Centro antiveleni Aoui: “Il Centro Antiveleni di Verona viene contattato in caso di incidenti che si verificano durante le giornate di sole e le passeggiate nella natura. I più comuni sono l’ingestione incauta da parte di bambini o animali domestici, ma anche in caso di errori di riconoscimento, come l’ingestione di tisane o infusi preparati utilizzando piante tossiche anziché le piante commestibili con cui vengono scambiate. Attenzione anche ai funghi che sono commestibili, ma che richiedono specifiche maturazione, conservazione e preparazione”.
| Documenti collegati | Azioni |
|---|---|
| Ricci Bacchion funghi e piante d'estate.docx | Scarica |
| I medici del Centro Antiveleni di Verona, da sinistra Losso, Bacchion, Ricci e Drezza.jpeg | Scarica |
Ultimo aggiornamento: 20/08/2026 12:09

