Seguici su
Cerca

Borgo Roma. Restaurata la lapide commemorativa di Giambattista Rossi

Data di pubblicazione: 30 ottobre 2026

Simbolo della storia del Policlinico

Cerimonia con la famiglia e riposizionamento al nuovo ingresso 

 
Si è tenuta oggi al policlinico “G.B. Rossi” di Borgo Roma la cerimonia di scopertura della lapide commemorativa dell’avvocato Giambattista Rossi, restaurata con il contributo dei figli. Artefice della realizzazione del policlinico di Borgo Roma e sottoscrittore della convenzione per la Facoltà di Medicina a Verona, l’avvocato Rossi fu presidente degli Istituti Ospitalieri dal 1962 al 1977.
La lapide in marmo rosso era stata posizionata il 12 giugno 1998, in occasione dell’intitolazione all’avv. Rossi dell’ospedale, ed era posizionata davanti al vecchio ingresso e ormai deteriorata per l’esposizione all’aperto. Adesso, dopo il restauro che l’ha restituita nelle migliori condizioni, la Direzione Aoui, d’intesa con la famiglia, ha deciso di ricollocarla a fianco del nuovo ingresso. Una nuova posizione che la rende presente nel percorso quotidiano di pazienti, familiari, professionisti, studenti come pietra angolare della storia del policlinico di Borgo Roma. 
Alla cerimonia erano presenti: Roberto Sembeni direttore amministrativo Aoui; Giovanna Ghirlanda direttore Dipartimento direzione medica, i figli Stefano, Francesca e Simone Rossi, la loro mamma Paola Polettini, la sorella Anna e il fratello Sandro, altri parenti e tante persone che hanno condiviso le sue iniziative. 
Presenti anche decine di personalità cittadine vicine alla famiglia, fra cui: Paolo Zanotto, Lamberto Lambertini, Francesco Benedetti, Maurizio Marino, Massimo Ferro, Tiziana Valpiana, Riccardo Milano, Giuseppe Mercanti, Carlo Melegari, Alfredo Forlin, Maurizio Corazza, Italo Sandrini, Loredana Aldegheri, Giancarlo Montagnoli, Carlo Castiglioni.
I dieci anni che hanno rivoluzionato la sanità veronese. “Era un’occasione irripetibile e non la perdemmo”. Sono le parole dell’avvocato Rossi pronunciate in una delle molte occasioni pubbliche che, dal 1962 al 1972 (anno della relazione al Consiglio di amministrazione sul potenziamento), lo hanno visto protagonista assoluto della rivoluzione che ha dato alla sanità veronese il moderno assetto attuale. Il presidente degli Istituti Ospitalieri ha tenacemente agito su tre fronti: strutturale con la razionalizzazione degli edifici e la costruzione del policlinico; ricerca scientifica con la creazione della Facoltà di Medicina; organizzativo con il potenziamento delle attività sanitarie in divisioni specialistiche (che non esistevano) che sono state in nuce i contenuti della legge 833 del ’78 che ha istituito l’attuale Servizio Sanitario Nazionale. 
Grazie ad una visione condivisa con altri due politici di spicco della storia cittadina, Giorgio Zanotto e Renato Gozzi, l’avvocato Rossi ha talmente creduto nell’obiettivo finale che non si è mai scoraggiato.  Con il sostegno di Cassa di Risparmio, Provincia e Comune, fece il risiko delle strutture ospedaliere, partendo dall’idea di un secondo ospedale a sud della città. Il nuovo piano ospedaliero comprendeva anche il trasferimento dell’ospedale psichiatrico San Giacomo a Marzana, la costruzione del Geriatrico a Borgo Trento, costruzione di Villa Monga, Casa di risposo don Steeb, trasferimento della Maternità a Borgo Trento (l’allora presidente del Consiglio Aldo Moro fu presente nel 1965 alla posa della prima pietra).
In parallelo con la costruzione dell’ospedale, il presidente Rossi cominciò il pressing sull’allora rettore dell’Università di Padova, la cui Facoltà di Medicina straripava di studenti, proponendogli di trasferire a Borgo Roma il secondo Triennio di studi. Non fu facile né con il rettore e nemmeno con l’allora ministro della Sanità (Luigi Mariotti). Ma insieme con il Consorzio per gli studi universitari arrivano alla firma della convenzione il 31 ottobre 1968: rettore Giulio Ferro, presidente Giambattista Rossi e Consorzio universitario Renato Gozzi. L’ospedale di Borgo Roma metteva a disposizione dell’Università di Padova i locali per gli insegnamenti del secondo Triennio. Poi arrivò anche il primo Triennio e l’autonomia da Padova nel 1982.
Gli annali ricordano, fra l’altro, l’aneddoto secondo il quale, nel 1974, Rossi annunciò alla stampa nazionale la provocazione di vendere la pala del Mantegna (conservata nell’abbazia di San Zeno), allo scopo di sensibilizzare le Istituzioni con riguardo alla necessità di fondi per la sanità.
Cronologia policlinico Borgo Roma. La zona dove si costruì il policlinico era già dal 1223 la sede di uno dei primi ospedali veronesi. Nel 1896 gli Istituti Ospitalieri avevano ceduto terreno ed edificio alla Provincia e questa, nel 1963 li aveva restituiti all'Ospedale. Giambattista Rossi, allora neopresidente, ritenne da subito necessario agire per mantenere Verona e la sua tradizione sanitaria al passo con i tempi. Dallo Stato i finanziamenti faticavano ad arrivare, quindi chiese alla Cassa di Risparmio un mutuo per la realizzazione del nuovo ospedale. La risposta fu favorevole ma si chiedeva di garantire il mutuo con una fideiussione. Rossi propose quindi il piano al sindaco Zanotto e al Consiglio comunale (di cui faceva parte), appellandosi alla tradizionale generosità veronese: “Nei momenti più difficili della vita ospedaliera, fin dal lontano Medioevo, la civica rappresentanza della città intervenne sempre”. Il Consiglio approvò il piano e, il 22 marzo del 1963, la fideiussione. I lavori partirono a fine ’63, per essere terminati in 6 anni. Nel frattempo, amministrazioni locali e Consorzio per gli studi universitari (sindaco Gozzi), avevano il comune obiettivo di qualificare sempre più la sanità veronese, con una clinicizzazione della nuova struttura. Alta 37 metri e su 9 piani, era nata per essere all’avanguardia, per accogliere le più moderne e sofisticate apparecchiature e per un'assistenza qualitativamente elevata. Gli spazi ampi (120 mila metri quadrati per 1000 posti letto) offrivano 300 metri cubi per ciascun paziente. L’ospedale venne intitolato all’avvocato Rossi a giugno 1998, tre mesi dopo la sua scomparsa. 
Biografia Giambattista Rossi (1928-1998). Originario di Isola della Scala, avvocato e amministratore pubblico, Giambattista Rossi dedicò il proprio impegno alla sanità, alla cooperazione e alla solidarietà sociale. Fin dagli anni giovanili fu attivo nell’Azione cattolica e nelle ACLI, mettendo le proprie competenze giuridiche al servizio dei braccianti e dei lavoratori attraverso il Patronato.
Laureatosi nel 1952, nel 1956 entrò nel Consiglio comunale di Isola della Scala, dove fu assessore e vicesindaco nella giunta guidata da Vittore Salgarelli. Trasferitosi a Verona, fu eletto consigliere comunale nel 1960.
Il 4 settembre 1962 fu nominato presidente del Consiglio di amministrazione degli Istituti Ospitalieri, incarico che mantenne fino al 1977. Durante la sua presidenza promosse la costruzione del Policlinico di Borgo Roma, i cui lavori iniziarono nel 1963, e contribuì al rinnovamento delle strutture sanitarie veronesi. A Borgo Trento furono completati i lavori dell’ospedale Geriatrico, inaugurato nel 1966; nel 1965 fu posta la prima pietra della nuova Maternità e nel 1973 fu la volta dell’ospedale di Villa Monga.
Al progetto ospedaliero affiancò l’impegno per gli studi medici universitari a Verona. Il 13 gennaio 1976 firmò la convenzione tra gli Istituti Ospitalieri e l’Università di Padova, un passaggio fondamentale per la nascita della Facoltà di Medicina in città. Medicina e Chirurgia si sviluppò inizialmente a Verona come sezione distaccata dell’Università di Padova; l’autonomia dell’Università di Verona arrivò nel 1982.
Il suo impegno sociale attraversò esperienze diverse: con Dino Coltro promosse cooperative agricole nella Bassa veronese; dopo la presidenza ospedaliera continuò a operare nella cooperazione e nei servizi alla persona. Tra le tantissime iniziative rivolte al sociale, fu fondatore della MAG, Società Mutua per l’Autogestione nata a Verona nel 1978, socio del Centro Studi Immigrazione (Cestim) e promotore presidente della cooperativa ‘La casa per gli extracomunitari’, sostenitore del Melograno, Centro Informazione Maternità e nascita. Contribuì inoltre alla creazione degli Istituti Civici di Servizio Sociale (ICISS), rivolti a minori, persone con disabilità e anziani.
Morì il 5 marzo 1998 al policlinico di Borgo Roma. Il 12 giugno dello stesso anno l’ospedale gli fu intitolato, con la posa della lapide che ne ricorda l’attenzione al bene comune, l’opera di innovazione della sanità veronese e la promozione degli studi medici universitari. 
Roberto Sembeni: “Sono onorato di condividere con voi questo momento così emozionante per chi, come me e molti dei presenti, ha vissuto gli anni cruciali per la nostra Azienda. Ricordiamo una persona che, negli ultimi 50 anni, ha lasciato il segno più profondo grazie a ciò che ha saputo immaginare e concretizzare, con tenacia e forza davvero uniche. A quest'uomo dobbiamo immensa riconoscenza: è grazie a lui se oggi abbiamo questa struttura che, pur essendosi evoluta negli anni, resta un punto di riferimento per noi e per la città.
Sono passati 64 anni da quando è diventato presidente del Consiglio d'Amministrazione, ma la sua lungimiranza nel portare avanti il progetto del policlinico di Borgo Roma resta straordinaria. A ciò si aggiunge l'altra sua grande intuizione, portata avanti attraverso le riunioni carbonare con il rettore dell'Università di Padova per avere gli studi universitari anche qui. Un traguardo raggiunto nel 1968, quando il policlinico, già struttura all’avanguardia, accolse l’ultimo Triennio della Facoltà di Medicina. Infine, la sua visione sui percorsi organizzativi, che ha portato alla creazione dei primi dipartimenti. Giambattista Rossi è riuscito davvero a tracciare una rotta che ancora oggi seguiamo e coltiviamo. Anche a nome del nostro Direttore generale, che oggi rappresento, ringrazio di cuore la famiglia per aver restituito la bellezza a quest'opera”.
Giovanna Ghirlanda: “Sono qui come capo Dipartimento, ma sono stata prima di tutto una studentessa di Medicina che, dopo il biennio a Padova, ha potuto proseguire gli studi a Verona proprio in questa struttura. Sono cresciuta professionalmente con la sua presenza, che nei primi anni sentivo molto forte. Quando venne collocata la prima lapide lavoravo già in Direzione medica al policlinico, e per tutti noi lui era diventato semplicemente "GB Rossi": il policlinico e Giambattista Rossi erano tutt'uno, l'autore di un'idea geniale. Inoltre ho sostenuto esami con il professor Filippo Rossi, suo fratello. I visionari di solito non vengono compresi nell'immediato, ma a distanza di anni: noi oggi siamo qui proprio per ricordarlo, in condivisione con tutti”.
I figli: “Esprimiamo gratitudine alla Direzione AOUI per aver creato questo momento di ricordo di nostro padre. Siamo felici di aver contribuito al restauro della lapide a lui dedicata, ora finalmente di nuovo visibile a tutti coloro che entreranno nell’ospedale. Per la nostra famiglia è importante che si creino occasioni anche pubbliche per riunire le tante persone che gli hanno voluto bene e hanno condiviso le sue iniziative, ma anche per far conoscere la sua visione illuminata e il suo operato sempre rivolto al bene e all’interesse comune. Se guardiamo indietro, sono passati quasi 30 anni dalla sua scomparsa, ma il suo pensiero e le sue idee a sostegno della sanità, della cooperazione e del sociale sono tuttora di straordinaria attualità. 
Per noi oggi è una tappa importante perché si torni a guardare il segno che ha lasciato in città e nel territorio con le tante iniziative che ha seguito, in vista della ricorrenza del centenario dalla sua nascita, che scade nel 2028. Sarà un appuntamento in cui auspichiamo che la città di Verona, con le sue istituzioni e realtà associative, potrà valorizzare la sua memoria e il ruolo di uomo pubblico, sensibile e capace di assumere le responsabilità più complesse con entusiasmo e slancio contagioso per chi lo circondava”.
 
Documenti collegatiAzioni
Inaugurazione Policlinico.pngScarica
posa della prima pietra Policlinico.jpgScarica
il pubblico alla cerimonia.jpgScarica
da sx Ghirlanda, Sembeni, Francesca, Stefano, Simone Rossi, la mamma.jpgScarica
Sembeni scopertura lapide G.B Rossi.docxScarica
da sx Francesca Rossi, Sembeni, Ghirlanda, Stefano Rossi, Polettini, Simone Rossi.jpgScarica
Ultimo aggiornamento: 30/10/2026 13:41

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Seleziona una valutazione da 1 a 5 stelle
In elaborazione...

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Si è verificato un problema nella votazione, vi preghiamo di riprovare più tardi

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli? 2/2

Inserire massimo 200 caratteri