Seguici su
Cerca

Uoc Reumatologia. Osteoporosi, nuovo farmaco che ricostruisce l’osso

Data di pubblicazione: 17 luglio 2026

Calcio e Vitamina D per la prevenzione, ma attenzione agli abusi


In Italia si stima che soffrano di osteoporosi circa 4 milioni di donne, patologia che colpisce di più in età post-menopausa. La vitamina D resta un’alleata per prevenirla e per l’80% si assimila dall’esposizione alla luce solare. Tuttavia, è importante che venga regolata sul profilo specifico del paziente. 

Quando la patologia è conclamata, la prevenzione non farmacologica (alimentazione corretta, adeguata attività fisica, integrazione) non è sufficiente. Nell’Uoc Reumatologia, diretta dal prof. Maurizio Rossini, si utilizza un nuovo farmaco “ricostruttore” dell’osso. 

Il farmaco “ricostruisce” l’osso. La ricerca, che è stata condotta anche in Aoui, ha consentito di realizzare un nuovo trattamento farmacologico che ha un'originale e positiva duplice azione. Il farmaco riduce l'attività delle cellule che contribuiscono alla perdita di tessuto osseo e stimola quelle che producono nuovo osso. Si tratta di una nuova terapia biologica che prevede la somministrazione sottocute una volta al mese di un anticorpo (romosozumab) che blocca una proteina chiamata sclerostina, la quale contribuisce all'insorgenza dell'Osteoporosi sregolando l'attività delle cellule suddette.

Due convegni a Verona. L’Uoc di Borgo Roma è punto di riferimento nazionale, lo confermano anche i due recenti appuntamenti che si sono tenuti a Verona e hanno coinvolto specialisti da tutta Italia. A maggio al convegno “Ti racconto la storia…D.” si è parlato di appropriatezza nella prescrizione. Ciò non significa ridurre l’attenzione verso la vitamina D ma, al contrario, usarla meglio: identificare i pazienti che presentano una carenza o un rischio clinico rilevante, evitare automatismi prescrittivi, favorire una lettura corretta degli esami e integrare la supplementazione dentro un percorso di prevenzione e cura. 
A giugno è stata la volta del convegno di aggiornamento “Update on bone builder” organizzato da Aoui e dall’Azienda ospedaliera universitaria di Padova, che ha riunito specialisti da diverse regioni. Si è parlato del nuovo farmaco "ricostruttore" dell'osso per la terapia dell'osteoporosi in donne in postmenopausa ad elevato rischio di frattura. Tra i temi il meccanismo d’azione e i vantaggi per pazienti e Sistema sanitario nazionale. 

Vitamina D: attenzione all’abuso. Lo stesso valore di vitamina D può avere un significato diverso in una persona sana, in un anziano fragile, in una donna in post-menopausa o in chi presenta problemi di malassorbimento. Per questo la parola chiave è personalizzazione: la vitamina D non va interpretata come un semplice numero di laboratorio, ma come un elemento da leggere dentro la storia clinica, il rischio individuale, l'età, le comorbidità e gli obiettivi di prevenzione o trattamento, scegliendo anche lo schema di supplementazione (quotidiano, settimanale, mensile o intermittente) più adatto nei diversi contesti clinici.

Vitamina D: riguarda molte più persone di quanto si pensi. Non è un tema di nicchia: in Europa circa il 40% della popolazione presenta livelli insufficienti, e la carenza attraversa salute pubblica, fragilità, invecchiamento e pratica clinica quotidiana. Il suo ruolo più consolidato riguarda la salute scheletrica e muscolo-scheletrica: assorbimento di calcio e fosforo, rischio di cadute, prevenzione delle fratture. La sua carenza è inoltre tra le cause di osteoporosi: una patologia dello scheletro caratterizzata dalla riduzione della densità ossea. In Italia, questa interessa circa il 18/20% della popolazione al di sopra dei 50 anni e colpisce soprattutto le donne dopo la menopausa. Infatti, secondo le stime della società scientifica italiana, 1 donna su 4, dopo i 50 anni, presenta una riduzione significativa della massa ossea. 

Prevenzione, stile di vita, diagnosi. Fondamentale è l’introito di calcio, che si assimila principalmente tramite i latticini. Per una corretta dieta e prevenzione da osteoporosi, si raccomanda l’assunzione quotidiana di 1200 mg di calcio. Essenziale è anche la vitamina D assimilata per l’80% dalla luce del sole e per il restante 20% tramite alimentazione. Quindi sì all’attività fisica all’aperto, benefica per l’osteoporosi, ma anche per il corretto mantenimento del tessuto muscolare che riduce il rischio di cadute e fratture. Con l’avanzare dell’età diminuisce la capacità della pelle di produrre vitamina D. In questi casi si interviene attraverso una supplementazione. La diagnosi si fa attraverso la densitometria, che valuta la densità ossea. Tuttavia occorre effettuare una valutazione integrata e complessiva della storia del paziente e di tutti i fattori di rischio, poiché la patologia potrebbe celarsi anche dietro buoni parametri. Tra le nuove tecnologie per la diagnosi è presente DeFra, un algoritmo che, tramite analisi matematiche e scientifiche, documenta e valuta il potenziale impatto dell’osteoporosi. Infine, l’innovazione tecnologica ha dato vita a sistemi di intelligenza artificiale in grado di identificare, attraverso radiografie della colonna dorsolombare, la presenza di fratture vertebrali, anche lievi, difficili da individuare. 

Prof. Maurizio Rossini, direttore Uoc Reumatologia: “Mettere insieme tutti questi elementi, oltre a quelli della storia clinica del paziente, richiede ascolto, impegno e tempo. Gli algoritmi e l’intelligenza artificiale, prodotti dall’innovazione scientifica, ci aiutano sicuramente a ridurre i tempi necessari per queste valutazioni. Tempo che si può e si deve dedicare all’ascolto e al dialogo sereno e aperto con il paziente, insostituibili dalla tecnologia e fondamentali per la corretta gestione di questa patologia. Quello della vitamina D è uno dei temi medici più discussi degli ultimi anni, spesso al centro di messaggi molto diversi: aspettative, aggiornamenti regolatori, raccomandazioni cliniche, interpretazioni scientifiche e domande dei pazienti. Appropriatezza significa prescrivere meglio e proteggere i pazienti fragili. In questa prospettiva, la vitamina D diventa parte di una strategia più ampia che può comprendere diagnosi, valutazione del rischio di frattura, terapia anti-osteoporotica quando indicata, attività fisica, prevenzione delle cadute e continuità assistenziale”. 

 

Documenti collegatiAzioni
Rossini nuovo farmaco osteoporosi.docxScarica
da sx Bertoldo, Giannini, Viapiana, Rossini.jpgScarica
Ultimo aggiornamento: 17/07/2026 10:38

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Seleziona una valutazione da 1 a 5 stelle
In elaborazione...

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Si è verificato un problema nella votazione, vi preghiamo di riprovare più tardi

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli? 2/2

Inserire massimo 200 caratteri