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Patologie renali, la lunga tradizione nefrologica e chirurgica Aoui

La cura del rene in Aoui ha avuto nel 2025 diversi momenti commemorativi, che ne hanno ribadito la lunga storia e gli alti volumi. Ricorre quest’anno il 50° anniversario del reparto di Nefrologia, fondato nel 1975 e oggi punto di riferimento per la diagnosi e il trattamento delle patologie renali, che colpiscono il 12% della popolazione. Questo traguardo si intreccia con la storia pionieristica della Chirurgia dei Trapianti Renali, la più longeva d'Italia, che sempre quest’anno ha superato i 3.000 interventi dal 1968. Un doppio anniversario per celebrare una storia di eccellenza e innovazione.

Il convegno.Inoltre, venerdì 23 maggio al Polo Zanotto si è tenuto il convegno dal titolo “Il trapianto di rene: una perfetta sinergia tra nefrologo e chirurgo” con la direzione scientifica delle dottoresse Chiara Caletti e Paola Donato. La giornata, articolata in cinque sessioni tematiche, ha permesso di approfondire diversi argomenti innovativi sia in ambito chirurgico sia nefrologico. Fra i temi affrontati:

  • La gestione terapeutica del primo anno post-trapianto;
  • I nuovi agenti nefroprotettivi nel paziente trapiantato;
  • Le sfide oncologiche nel percorso del trapianto;
  • La terapia cellulare del diabete;
  • La chirurgia mini-invasiva
  • Il ruolo dell'Intelligenza Artificiale nel mondo trapiantologico e renale.

Al convegno erano presenti il prof. Alessandro Antonelli direttore della Uoc Urologia e Usd Trapianti, dott. Luigino Boschiero già direttore Usd Chirurgia dei Trapianti Renali, prof. Pietro Manuel Ferraro direttore della Scuola di Specializzazione di Nefrologia, prof. Giovanni Gambaro direttore Uoc Nefrologia, prof. Giovanni Battista Luciani direttore Uoc Cardiochirurgia, oltre a medici AOUI e relatori nazionali

Il consenso alla donazione.Al convegno era presente anche il dott. Giuseppe Feltrin direttore generale del Centro Nazionali Trapianti (CNT) dell’Istituto Superiore di Sanità. Particolarmente significativo il suo intervento dal titolo “Promuovere la donazione di rene: tra percorsi assistenziali e storytelling”. Feltrin ha lanciato un appello visto che si sta registrando una flessione negativa, nei giovani tra i 24 e i 40 anni, verso il consenso alla donazione espresso in occasione del rinnovo della Carta d'Identità elettronica. Appare quindi necessario intensificare la sensibilizzazione poiché il fabbisogno di organi purtroppo non è destinato a diminuire.

I 50 anni di Nefrologia.L’Uoc oggi è diretta dal prof. Giovanni Gambaro ed è pre-sente sia nell’ospedale di Borgo Trento sia a Borgo Roma. Le degenze sono solo a Borgo Trento, mentre ci sono due Emodialisi e due sedi per gli ambulatori specia-lizzati. Le malattie renali sono aumentate negli anni e oggi riguardano il 12% della popolazione che, per Verona e provincia, significa oltre 100 mila persone ultra-quarantenni. L’aumento è dovuto essenzialmente a due fattori: l’invecchiamento della popolazione e sempre più pazienti con diabete e ipertensione. In 50 anni però la ricerca clinica e scientifica ha fatto passi avanti con nuovi farmaci e con l’Intelligenza Artificiale che permette di ritenere idonei un maggior numero di or-gani per il trapianto di rene, l’intervento salvavita nel caso di insufficienza renale grave. Le malattie renali sono asintomatiche quindi è fondamentale la diagnosi precoce con due semplici esami: la creatininemia con le analisi del sangue e l'e-same delle urine.

I 3000 trapianti. A Borgo Trento il primo trapianto di rene è stato effettuato nel no-vembre 1968, in sala c’era il prof. Piero Confortini, il chirurgo pioniere al quale l’Aoui ha intitolato il Polo chirurgico di Borgo Trento, che è fra i più grandi d’Europa con le sue 32 sale. Quel trapianto fu il primo nel Veneto e il secondo in Italia (do-po Roma), si è avviata così un’attività clinica che ancora oggi, con i suoi 57 anni di attività, ha il primato nazionale della longevità. Questo ha permesso di rag-giungere l’importante traguardo della casistica di 3.000 pazienti, ma anche il re-cord del rene trapiantato ancora pienamente funzionante che oggi ha un’età anagrafica di 109 anni; è stato donato da una mamma alla figlia (trapianto nume-ro 13 nel 1972), la mamma è deceduta a 90 anni e la figlia vive ancora grazie a quel trapianto.

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