Patologie cerebrali. Nuovo trattamento per pazienti con Parkinson, primi in Veneto
Data di pubblicazione: 25 agosto 2026
A Borgo Trento gli elettrocateteri con 16 contatti
Stimolazione cerebrale profonda, precisa e personalizzata
Nuovo traguardo per la neurochirurgia funzionale e la neurologia veronesi. All’ospedale di Borgo Trento, è stato portato a termine con successo uno tra i primi impianti in Italia, e primo in Veneto, dei nuovi elettrocateteri direzionali a 16 contatti per la stimolazione cerebrale profonda (Deep Brain Stimulation, DBS) in un paziente con malattia di Parkinson. La nuova tecnologia amplia le possibilità terapeutiche della DBS, consentendo una stimolazione più precisa, gestione più efficiente della procedura chirurgica e benefici concreti in termini di esperienza del paziente.
Questo risultato è stato possibile grazie alla collaborazione tra l’Uoc Neurochirurgia B, diretta dal prof. Francesco Sala, dall’Usd Stereotassi diretta dal dott. Antonio Nicolato, e l’Uoc Neurologia A, diretta dal dott. Bruno Bonetti. A eseguire l’intervento è stata un’équipe multidisciplinare composta dai neurochirurghi dott. Michele Longhi, prof. Alberto Feletti e dott.ssa Antonella Lombardo e dal neurologo dott. Giorgio Tommasi.
DBS: una terapia consolidata in evoluzione. La DBS rappresenta oggi una delle opzioni terapeutiche più efficaci per il trattamento dei disturbi del movimento, tra cui principalmente la malattia di Parkinson, il tremore essenziale e la distonia. Agendo attraverso impulsi elettrici diretti a specifiche strutture cerebrali, la DBS è in grado di controllare sintomi come tremore, rigidità e lentezza dei movimenti, migliorando in modo significativo la qualità di vita dei pazienti.
DBS, vantaggi per il paziente. Questa nuova tecnologia a 16 contatti potenzia l’esperienza ventennale di Verona negli impianti DBS. Nei parkinsoniani trattati a Verona si è ottenuto un miglioramento medio del 65-70% della sintomatologia motoria parkinsoniana globale per effetto della sola DBS, con una riduzione del 75% delle fluttuazioni motorie e dell’80% delle discinesie. La terapia farmacologica è, inoltre, stata ridotta mediamente del 70%. Questi interventi richiedono un’attività sinergica multidisciplinare in cui neurochirurghi e neurologo, in base ad un imaging avanzato e ad un’esplorazione neurofisiologica intraoperatoria, determinano il preciso posizionamento degli elettrocateteri a livello cerebrale. Il successo di questa terapia dipende, inoltre, da una rigorosa selezione dei candidati, effettuata dalla stessa équipe, coadiuvata da psichiatri e neuropsicologi, e dalla modulazione della terapia elettrica e farmacologica da parte del neurologo nel follow-up a lungo termine. Questi risultati sono il frutto dell'esperienza maturata dal gruppo veronese e della formazione degli specialisti presso alcuni dei principali centri europei dedicati alla DBS, unita al costante aggiornamento sulle innovazioni tecnologiche.
Maggiore precisione e +200% di stimolazione. La precisione dell’impianto è l’elemento chiave della DBS. I nuovi elettrocateteri a 16 contatti rappresentano un importante passo avanti, perché offrono un incremento di oltre il 200% dell’ampiezza direzionale della stimolazione rispetto alla precedente generazione.
Questo consente di ottimizzare il loro posizionamento, in quanto permettono una copertura più estesa e dettagliata dell’area cerebrale target. Ciò rende la procedura più efficace a fini terapeutici. Infatti, la possibilità di orientare con maggiore precisione il campo di stimolazione permette di adattare il trattamento alle caratteristiche di ciascun paziente, ampliando le opzioni di programmazione e riducendo il rischio di stimolare aree cerebrali responsabili di effetti collaterali.
Per il paziente questo si traduce nella possibilità di costruire una terapia ancora più mirata e personalizzata fin dalle prime fasi dopo l'intervento, con potenziali benefici anche nel lungo periodo.
Questo consente di ottimizzare il loro posizionamento, in quanto permettono una copertura più estesa e dettagliata dell’area cerebrale target. Ciò rende la procedura più efficace a fini terapeutici. Infatti, la possibilità di orientare con maggiore precisione il campo di stimolazione permette di adattare il trattamento alle caratteristiche di ciascun paziente, ampliando le opzioni di programmazione e riducendo il rischio di stimolare aree cerebrali responsabili di effetti collaterali.
Per il paziente questo si traduce nella possibilità di costruire una terapia ancora più mirata e personalizzata fin dalle prime fasi dopo l'intervento, con potenziali benefici anche nel lungo periodo.
Una buona notizia per una sfida crescente. Disporre di tecnologie che rendano la DBS sempre più precisa significa offrire cure più efficaci, sostenibili e realmente centrate sul Paziente. La rilevanza di questa innovazione è legata anche alla crescente diffusione della malattia di parkinson. In Europa convivono con questa patologia oltre 1,2 milioni di persone e le stime indicano un possibile raddoppio dei casi entro il 2030.
Dott. Michele Longhi e prof. Alberto Feletti (Neurochirurgia B/USD Stereotassi): “Dal punto di vista neurochirurgico, questa nuova generazione di elettrocateteri ci permette di raggiungere una precisione di stimolazione superiore in tempi più rapidi. Questo ci consente di ottimizzare la durata della procedura, migliorandone la qualità complessiva e con ricadute positive sia sul comfort del paziente sia sull’organizzazione delle attività di sala operatoria”.
Dott. Giorgio Tommasi, Uoc Neurologia A: “Nel Paziente con Parkinson con età pari o inferiore ai 70 anni, la DBS rappresenta oggi la principale opzione terapeutica dello stadio avanzato della malattia, in cui a fronte di una buona risposta ai farmaci, compaiono fluttuazioni motorie (il ripresentarsi dei sintomi nell’arco della giornata) o discinesie (movimenti involontari), tali da compromettere la qualità di vita. La DBS è, anche, indicata per il tremore non adeguatamente controllato con i farmaci antiparkinsoniani. Il candidato ideale al trattamento con DBS deve, inoltre, essere in buone condizioni generali di salute, e non deve presentare importanti disturbi in ambito cognitivo-comportamentale. Le evidenze scientifiche e la nostra esperienza dimostrano che la DBS migliora significativamente la qualità di vita, permettendo a molti pazienti di recuperare autonomia e di riprendere una vita sociale e, in alcuni casi, anche lavorativa”.
| Documenti collegati | Azioni |
|---|---|
| Longhi nuovo trattamento Parkinson elettrocateteri DBS.docx | Scarica |
| da sx Longhi, Lombardo, Feletti, Tommasi.png | Scarica |
Ultimo aggiornamento: 25/08/2026 11:42

