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Pediatria, progetto pilota di fisioterapia degli arti superiori con il cane

Per i pazienti pediatrici la fisioterapia può essere difficile da seguire, a meno che non si faccia ricorso a qualche innovazione come ad esempio l’aiuto di un cane. In Aoui è partito un progetto pilota che vedrà il confronto di due gruppi terapeutici: uno con il cane e un altro che eseguirà la fisioterapia classica senza animale.

L’attività è svolta dalla Pediatria C, diretta dal prof. Giorgio Piacentini con "La città degli Asini di Verona", centro specializzato in Interventi assistiti con animali, grazie al sostegno del "Rotary Club Verona Garda International".

I pazienti interessati. Il reclutamento dei 10 pazienti per ciclo è partito a gennaio 2026 e si chiuderà a maggio 2027. I bambini coinvolti nel progetto hanno un’età compresa tra i 2 e 10 anni, una fascia critica per la difficoltà di eseguire un percorso di rieducazione funzionale con concentrazione. Sono tutti pazienti con patologie dell’arto superiore di varia natura: congenite, traumatiche, infiammatorie, post chirurgiche. Dopo essere stati visitati dal medico fisiatra e dal chirurgo della mano o altro specialista che segue il bambino, si imposta il programma degli obiettivi da raggiungere, secondo linee guida standardizzate che comprendono recupero di forza e presa.
I piccoli pazienti che partecipano al progetto hanno tutti rimosso punti di sutura e le ferite sono guarite, vengono quindi arruolati almeno 30 giorni dopo l’intervento chirurgico.

Fisioterapia con il cane. Ogni gruppo di 10’ pazienti effettuerà il percorso di rieducazione funzionale ed esercizio terapeutico con l’impiego di un cane, in 8 sedute di 30 minuti ciascuna, nella sala giochi del padiglione 29 all’Ospedale della donna e del bambino.
La fisioterapia con l’animale si svolgerà eseguendo esercizi mirati per l’arto da trattare. Per esempio, i bambini dovranno utilizzare la spazzola per pulire il mantello del cane, portarlo a spasso stringendo il guinzaglio con la mano, spezzando croccantini e nasconderli in vari punti.

Il confronto dei risultati. Alla fine delle sedute di rieducazione funzionale si valuterà la conformità degli obiettivi raggiunti secondo le tabelle di valutazione standardizzate. Si confronteranno poi i risultati dei due gruppi di bambini (fisioterapia con il cane e tradizionale). Lo scopo non è solo di valutare lo stato dell’arto, ma anche il benessere psico-emotivo di tutti gli attori coinvolti, già documentato in letteratura. In ambito sanitario gli Interventi assistiti con gli animali (Iaa) sono stati riconosciuti dal Ministero della Salute nel giugno 2009, così da promuoverne la ricerca e standardizzazione attraverso linee guida nazionali, approvate nel 2015 (CSR/60 del 25 Marzo 2015).

Un team specializzato. In questo tipo di interventi opera un’équipe multidisciplinare specializzata e in grado di gestire la relazione uomo-animale, attraverso diverse figure professionali in base agli ambiti e obiettivi di intervento. Il progetto in Azienda ospedaliera vede collaborare un team composto da: Uoc di Pediatria C (prof. Giorgio Piacentini), Reumatologia pediatrica (dott.ssa Sara Pieropan medico formato per Iaa), Uoc Chirurgia della mano (direttore dott. Massimo Corain, dott.ssa Roberta Sartore) ed Uoc Neuroriabilitazione (prof. Nicola Smania, dott.ssa Rita Di Censo e dott.ssa Irene Chignola).

Tutto si svolge in sicurezza. La letteratura in materia confuta il rischio di incremento di possibili infezioni legati all’uso di animali. Il protocollo sanitario viene confermato da un’equipe di veterinari, che eseguono controlli precisi sugli animali coinvolti nel progetto. Secondo le normative vigenti, gli Interventi assistiti con animali in ospedale richiedono protocolli sanitari per ridurre rischi e tutelare la salute di tutti che riguardano sia la salute dei piccoli pazienti che degli animali.

Alla presentazione del progetto pilota erano presenti: prof. Giorgio Piacentini, dott.ssa Sara Pieropan, dott. Massimo Corain, direttore Uoc Chirurgia della mano, dott.ssa Roberta Sartore, dott.ssa Rita Di Censo, dott.ssa Irene Chignola, dott.ssa Lejla Boldo caposala Pediatria C.
Presenti anche in rappresentanza delle associazioni Camilla Siliprandi veterinaria di "La città degli Asini di Verona" e Alessandro Lanteri presidente "Rotary Club Verona Garda International”.

Prof. Giorgio Piacentini, direttore Uoc Pediatria C: “Il progetto pilota rappresenta una novità nell'ambito della terapia e della gestione della salute dei bambini con gli animali. Per la prima volta siamo di fronte ad un'iniziativa specifica di riabilitazione motoria su bambini che possono ritrovare la buona funzionalità degli arti attraverso una nuova esperienza: con animali e non oggetti inanimati che spesso non sono così efficaci. Questa novità poi potrà parlare anche a livello scientifico: raccoglieremo i dati e li studieremo per diffondere questa conoscenza anche al di fuori della nostra città e nell’ambito della comunità scientifica. Ringrazio chi ha messo in campo questa iniziativa e l’ha sostenuta, i medici dell’Azienda ospedaliera e le associazioni”.

Dott.ssa Sara Pieropan, medico formato per IAA: “L'attività assistita con gli animali negli ultimi anni ha avuto un grande impiego, anche negli interventi. Io mi sono formata come medico di questo tipo di attività, che sono riconosciute dal Ministero, e con il team abbiamo pensato a questo progetto pilota che è partito qui in Aoui a gennaio. Il progetto prevede l’utilizzo del cane per la riabilitazione e fisioterapia degli arti superiori. Di solito nell'età sotto i 5-6 anni è difficile seguirla, per la noia del bambino o semplicemente la distrazione. Ritengo che l’impiego del cane possa essere molto utile anche per abbassare i livelli di stress che derivano dalla terapia, che può essere difficile anche per noi adulti”

Dott. Massimo Corain, direttore Uoc Chirurgia della mano: “Abbiamo appoggiato sin da subito l’iniziativa. Credo che sia una novità assoluta: abbatte quella barriera che spesso c'è tra il bambino che ha dovuto subire un intervento o un trauma e il riabilitatore, cioè il fisioterapista, che invece ha la necessità di restituire il movimento al paziente il prima possibile”.

Dott.ssa Rita Di Censo, Uoc Neuroriabilitazione resp. servizio Riabilitazione della mano: “Già dalle prime sedute effettuate abbiamo notato che il bambino, grazie all’intervento assistito con gli animali, riesce a creare un approccio più emotivo alla riabilitazione, instaurando un rapporto di fiducia sia con l’animale sia con il riabilitatore. Inoltre, abbiamo osservato che effettivamente i bambini riescono a tollerare ed eseguire con maggiore partecipazione le ripetizioni di gioco a fini riabilitativi”.

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Ultimo aggiornamento: 05/03/2026 15:02

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