Neuroriabilitazione, la spasticità ora si tratta con il freddo e senza farmaci
Un ago che genera una pallina di ghiaccio blocca la contrazione muscolare
Verona, 13 aprile 2026
La rigidità muscolare nei pazienti con danno neurologico centrale oggi può essere trattata anche senza farmaci ma attraverso l’impiego del freddo. Questo nuovo approccio clinico per la spasticità è utilizzato con successo nella Uoc di Neuroriabilitazione, diretta dal prof. Nicola Smania, dal gruppo di clinici guidati del prof. Alessandro Picelli, che nel 2022 ha eseguito in Italia il primo trattamento della spasticità mediante Crioneurolisi.
Che cos’è la Crioneurolisi. La spasticità può comparire dopo eventi come ictus, trauma cranico, lesione midollare, sclerosi multipla o, nei bambini, in presenza di paralisi cerebrale infantile. Si manifesta con un aumento involontario del tono muscolare, rigidità, spasmi e difficoltà nei movimenti, con un impatto significativo sull’autonomia e sulla qualità di vita. La Crioneurolisi è un approccio clinico innovativo per il trattamento di questa condizione clinica, che è una delle più invalidanti nei pazienti con danno neurologico centrale. La procedura viene eseguita con un dispositivo che utilizza il freddo in modo preciso e controllato per intervenire selettivamente sul nervo responsabile del sintomo. Con un ago alla cui estremità si forma una pallina di ghiaccio è possibile bloccare il nervo che alimenta l’eccessiva contrazione muscolare. Riducendo questo impulso in modo mirato, è possibile diminuire la rigidità e migliorare il movimento. Questa tecnica consente un controllo a lungo termine del sintomo focale senza ricorrere a farmaci e rappresenta un importante avanzamento terapeutico sia per i pazienti adulti sia per quelli pediatrici.
Il primato dell’AOUI. Il modello di cura dell’Uoc Neuroriabilitazione fa di Verona un punto di riferimento nazionale, anche grazie alla continua innovazione e agli scambi internazionali. Infatti, il metodo, proposto dal prof. Paul Winston della University of British Columbia di Vancouver, è stato introdotto grazie a un bando per visiting professor dell’Università, che ha permesso la mentorship di Winston a Verona.
Il dispositivo per la Crioneurolisi è stato acquisito con fondi universitari. Verrà utilizzato anche a scopo di ricerca clinica, grazie alla stretta sinergia della Uoc Neuroriabilitazione con il Centro di Ricerca in Riabilitazione Neuromotoria e Cognitiva dell’Università di Verona che afferisce al Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento diretto dal prof. Corrado Barbui.
Neuroriabilitazione a 360 gradi. La nuova modalità di trattamento con il freddo si affianca agli altri approcci farmacologici e riabilitativi di pratica clinica quotidiana. Tra questi per esempio ci sono: l’inoculo ecoguidato di tossina botulinica, i blocchi nervosi, le pompe al baclofen, la riabilitazione robotica, la realtà virtuale e la teleriabilitazione.
Accanto a ciò si aggiunge l’attività di un gruppo interdisciplinare dedicato al trattamento chirurgico-funzionale della spasticità, supportato da un laboratorio per l’analisi del movimento che è fondamentale per la gestione delle problematiche motorie conseguenti al danno del sistema nervoso centrale. Attraverso l’integrazione di questi approcci terapeutici lo scorso anno si è arrivati ad eseguire un migliaio di trattamenti di pazienti con spasticità presso la UOC Neuroriabilitazione.
Prof. Smania: “La possibilità di disporre di una tecnica all’avanguardia come la Crioneurolisi per il trattamento focale della spasticità rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra Università e AOUI, che consente ad una Unità Clinica come quella da me diretta di coniugare innovazione terapeutica e avanzamento scientifico”.
Prof Picelli: “La Crioneurolisi rappresenta solo l’ultimo tassello che si aggiunge al nostro già ampio ventaglio di possibilità di valutazione e cura della spasticità ad altissima specializzazione. Questo comprende un laboratorio di analisi del movimento, l’inoculazione eco-guidata di tossina botulinica, l’esecuzione di blocchi diagnostici e terapeutici dei nervi, l’impianto di pompe per la somministrazione di baclofene, la chirurgia neuro-ortopedica e funzionale, la riabilitazione robotica, la realtà virtuale e la teleriabilitazione. In questo modo, un servizio come il nostro si colloca al livello dei centri clinici più avanzati, non solo a livello nazionale, ma anche internazionale”.
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