Neuroriabilitazione avanzata: non solo motoria, anche sensoriale ed emotiva
Data di pubblicazione: 09 maggio 2026
A Verona il congresso nazionale. Dopo le malattie neurologiche recupero delle funzioni cognitive e integrazione tecnologica avanzata
Verona, 9 maggio 2026
Recuperare attenzione e percezione corporea, ma il controllo cognitivo e memoria spaziale per relazionarsi con l’ambiente. La riabilitazione da ictus, trauma cranico, Parkinson, sclerosi multipla e malattie neurodegenerative non significa solo recuperare il movimento. C’è molto altro, tutti aspetti che influenzano profondamente l’autonomia della persona nella vita quotidiana e che, fino a pochi anni fa, venivano spesso sottovalutati concentrandosi principalmente sul deficit motorio.
Questo approccio innovativo è quello adottato nella ricerca e assistenza in Azienda ospedaliera con l’Università di Verona. L’Uoc Neuroriabilitazione, diretta dal prof. Nicola Smania, rappresenta oggi uno dei principali poli italiani nella neuroriabilitazione avanzata.
Il congresso a Verona. Da domani e fino al 12 maggio 2026, Verona ospiterà il XXV Congresso Nazionale della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN), intitolato “Brain and Body Together Again: il futuro della neuroriabilitazione”. L'evento, che riunirà centinaia di professionisti tra medici, terapisti, ricercatori e ingegneri, si configura come uno dei principali appuntamenti scientifici per discutere le innovazioni nella cura di patologie come ictus, Parkinson e sclerosi multipla. Di queste sfide e nuove frontiere della neuroriabilitazione si è parlato nel congresso, sottolineando come la disciplina stia evolvendo verso un approccio globale alla persona che integra neuroscienze, tecnologia e percorsi personalizzati per aiutare il cervello a ricostruire le proprie funzioni. Il presidente del congresso è il prof Alessandro Picelli, Uoc Neuroriabilitazione Aoui. Fra gli interventi anche la dott.ssa Valentina Varalta, psicologa esperta in riabilitazione cognitiva.
Neuroriabilitazione: non solo muscoli. Quando si pensa a un paziente colpito da ictus o trauma cranico, ci si immagina una persona con paralisi agli arti. In realtà, dietro la difficoltà motoria possono nascondersi condizioni molto più complesse. Il paziente può non riuscire a utilizzare correttamente una mano non solo per debolezza muscolare, ma anche per difficoltà di integrazione sensoriale, alterazioni della percezione dello spazio, disturbi attentivi, problemi cognitivi o incapacità di pianificare correttamente un’azione.
La riabilitazione cognitiva non riguarda soltanto la memoria o il linguaggio. Le moderne neuroscienze mostrano infatti che anche un gesto apparentemente semplice – come afferrare un bicchiere d’acqua – richiede una straordinaria integrazione tra motivazione, percezione visiva, rappresentazione dello spazio, sensibilità corporea, pianificazione motoria ed esecuzione del movimento.
La riabilitazione cognitiva non riguarda soltanto la memoria o il linguaggio. Le moderne neuroscienze mostrano infatti che anche un gesto apparentemente semplice – come afferrare un bicchiere d’acqua – richiede una straordinaria integrazione tra motivazione, percezione visiva, rappresentazione dello spazio, sensibilità corporea, pianificazione motoria ed esecuzione del movimento.
Spasticità: sfida neuroriabilitativa. La spasticità è uno dei problemi più frequenti e invalidanti a seguito di lesioni neurologiche. Provoca rigidità muscolare, posture anomale, dolore e difficoltà nei movimenti. Può comparire dopo ictus, paralisi cerebrali infantili, sclerosi multipla, trauma cranico o lesioni midollari.
Negli ultimi anni il trattamento della spasticità si è profondamente evoluto grazie all’integrazione di tecniche farmacologiche, infiltrative, riabilitative e tecnologiche.
Negli ultimi anni il trattamento della spasticità si è profondamente evoluto grazie all’integrazione di tecniche farmacologiche, infiltrative, riabilitative e tecnologiche.
Realtà virtuale, robotica, IA. Vengono introdotte tecnologie sempre più sofisticate nella valutazione e nel trattamento delle disfunzioni neurologiche. Robotica, realtà virtuale, sensori di movimento, analisi computerizzata del cammino, piattaforme digitali e intelligenza artificiale stanno cambiando il modo di valutare e trattare i pazienti neurologici. Questi sistemi non sostituiscono il lavoro clinico dei professionisti, ma permettono di: misurare in maniera più precisa i deficit, personalizzare gli esercizi, monitorare il recupero nel tempo, aumentare l’intensità del trattamento e migliorare la motivazione del paziente.
La realtà virtuale, per esempio, consente di creare ambienti immersivi in cui il paziente può allenare equilibrio, attenzione, movimento e percezione spaziale in situazioni molto simili alla vita reale.
L’intelligenza artificiale e il machine learning si possono utilizzare per analizzare grandi quantità di dati clinici e individuare i percorsi riabilitativi più adatti ai diversi pazienti. Anche la teleriabilitazione è oggi una realtà concreta: alcuni programmi permettono infatti di proseguire parte del trattamento direttamente da casa, mantenendo il collegamento con il centro specialistico.
La realtà virtuale, per esempio, consente di creare ambienti immersivi in cui il paziente può allenare equilibrio, attenzione, movimento e percezione spaziale in situazioni molto simili alla vita reale.
L’intelligenza artificiale e il machine learning si possono utilizzare per analizzare grandi quantità di dati clinici e individuare i percorsi riabilitativi più adatti ai diversi pazienti. Anche la teleriabilitazione è oggi una realtà concreta: alcuni programmi permettono infatti di proseguire parte del trattamento direttamente da casa, mantenendo il collegamento con il centro specialistico.
Neuro-oncologia riabilitativa. E’ uno degli ambiti emergenti più importanti. Sempre più pazienti con tumori cerebrali, grazie ai progressi della neurochirurgia e delle terapie oncologiche, sopravvivono più a lungo e necessitano di percorsi riabilitativi specialistici. Le problematiche che ne derivano possono riguardare: movimento, equilibrio, linguaggio, funzioni cognitive, deglutizione, autonomia quotidiana.
La neuroriabilitazione moderna permette oggi di intervenire precocemente anche in questi pazienti, migliorando qualità della vita, autonomia e possibilità di reinserimento sociale. Verona sta sviluppando in questo settore percorsi multidisciplinari che integrano neuroriabilitazione, neuropsicologia, logopedia, fisioterapia e competenze neurologiche e oncologiche avanzate.
La neuroriabilitazione moderna permette oggi di intervenire precocemente anche in questi pazienti, migliorando qualità della vita, autonomia e possibilità di reinserimento sociale. Verona sta sviluppando in questo settore percorsi multidisciplinari che integrano neuroriabilitazione, neuropsicologia, logopedia, fisioterapia e competenze neurologiche e oncologiche avanzate.
Aoui centro di riferimento. Negli ultimi anni Verona ha sviluppato particolare esperienza nella riabilitazione cognitiva dei pazienti neurologici complessi, un ambito oggi considerato fondamentale. Aoui è infatti uno dei centri italiani più attivi nell’integrazione tra neuroscienze, clinica, tecnologia e innovazione organizzativa. Inoltre l’Uoc Neuroriabilitazione rappresenta uno deglu hub di riferimento regionali e nazionali nel trattamento della spasticità, grazie a percorsi multidisciplinari che integrano: tossina botulinica, tecniche ecoguidate, riabilitazione intensiva, trattamento fisioterapico specialistico, tecnologie robotiche e sistemi di valutazione strumentale. Un lavoro costruito negli anni attraverso la collaborazione tra Azienda Ospedaliera, Università di Verona e professionisti altamente specializzati, con l’obiettivo di offrire ai pazienti neurologici percorsi sempre più avanzati, personalizzati e multidisciplinari.
Prof. Nicola Smania, direttore Uoc Neuroriabilitazione: “Per molto tempo la riabilitazione neurologica è stata vista prevalentemente come un insieme di tecniche rivolte al recupero del movimento dopo un danno cerebrale o midollare. Oggi invece le neuroscienze hanno dimostrato che il movimento umano è il risultato dell’interazione continua tra sistemi motori, sensoriali, cognitivi ed emotivi. La riabilitazione neurologica non è più soltanto 'far recuperare il movimento', ma aiutare il cervello a ricostruire le proprie funzioni attraverso un approccio globale alla persona”.
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| Neuroriabilitazione arti inferiori.png | Scarica |
| Neuroriabilitazione arti superiori.png | Scarica |
| Esercizi per neuroriabilitazione.png | Scarica |
| Smania neuroriabilitazione non è solo motoria.docx | Scarica |
Ultimo aggiornamento: 08/05/2026 16:46

