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Long Covid e sindromi post-infettive. Il punto al Senato con Aoui

Data di pubblicazione: 12 maggio 2026

Prof.ssa Tacconelli a Roma per il seminario istituzionale


Verona, 12 maggio 2026

Oggi, a Roma a Palazzo Madama, Aoui e Università di Verona sono state protagoniste del seminario istituzionale dal titolo: "Long Covid. Una malattia invalidante in attesa di definizione", organizzato in collaborazione con l’IRCSS Spallanzani.   

Nella sala Koch del Senato della Repubblica, hanno aperto i lavori il presidente Ignazio La Russa e il senatore Andrea Crisanti. Nel panel dei relatori, la prof.ssa Evelina Tacconelli, direttore Uoc Malattie infettive Aoui, che ha portato al tavolo nazionale un patrimonio unico di competenze cliniche e di ricerca, testimoniando come il territorio veronese abbia saputo rispondere con rigore scientifico a una delle sfide sanitarie più complesse dell'ultimo decennio. E oggi la presa in carico del paziente con sindrome post-infettiva richieda una visione radicalmente diversa rispetto al paradigma tradizionale della cura
Riconoscimento per Aoui e Univr. La partecipazione al seminario istituzionale di Azienda ospedaliera, in collaborazione con l’Università, rappresenta il riconoscimento esplicito dell’impegno clinico e di ricerca nella identificazione delle complicanze a lungo termine delle infezioni. Aoui è stata infatti tra le prime realtà in Italia ad aver attivato un ambulatorio dedicato ai pazienti con Long Covid, garantendo non solo la presa in carico clinica ma anche la raccolta sistematica di dati per comprendere l’evoluzione della condizione. L’Università di Verona, inoltre, coordina e partecipa da anni a numerose iniziative europee dedicate alla “preparedness” pandemica e allo studio delle conseguenze a lungo termine delle infezioni, consolidando la propria posizione come centro di riferimento nella rete internazionale della ricerca infettivologica.

Di cosa si è parlato. Il seminario ha analizzato il Long COVID come sfida clinica e sociale. È emersa l’urgenza di una definizione ufficiale per colmare il divario tra i bisogni dei pazienti e le risposte del sistema sanitario. Oltre a epidemiologia e patogenesi, il focus si è esteso alle criticità in età pediatrica e ai disturbi neurocognitivi. Il confronto europeo ha evidenziato la necessità di tutele e percorsi certi, dato il pesante impatto socio-economico e lavorativo della patologia.

Paolo Petralia, Direttore generale Aoui: “Oggi non è più sufficiente trattare la malattia acuta e dimettere il paziente. Chi ha attraversato un’infezione grave può sviluppare conseguenze che si manifestano anche per mesi o anni. Aoui si muove con questa consapevolezza: accompagnare il paziente nel continuum di cura, costruendo ponti reali tra l’ospedale e il territorio”. 

Chiara Leardini, Rettrice dell’Università di Verona: "Una rete europea di ricerca è centrale per affrontare in modo coordinato le sfide poste dalle sindromi post-infettive. UNIVR ha investito in modo consistente nella ricerca su queste condizioni. È una ricerca che non produce risultati immediati, ma costruisce la conoscenza su cui si fonderanno le cure di domani. Portare questo patrimonio al Senato significa chiedere che la politica riconosca il valore strategico di questo investimento".

Prof.ssa Evelina Tacconelli, direttore Uoc Malattie infettive: “E’ importante oggi valutare i pazienti infettivologici nel loro complesso ed oltre la malattia acuta. Purtroppo, le sindromi post infezioni non sono attualmente riconosciute dalla maggior parte dei sistemi sanitari Europei. La ricerca innovativa vuole fare esattamente questo: identificare i pazienti a rischio, capire i meccanismi, e costruire piattaforme collegate in diversi Paesi Europei per supportare la ricerca di nuovi farmaci efficaci”.

 

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Ultimo aggiornamento: 12/05/2026 14:36

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