Giornata mondiale della donazione del latte umano, 19 maggio
Il latte materno ha importanti effetti positivi sulla salute del bambino, sia a breve termine sia nel lungo periodo. I benefici sono essenziali in special modo per i bambini nati pretermine o con determinate patologie, per le quali il latte rappresenta un vero e proprio intervento salvavita. Oggi, in occasione della Giornata mondiale della Donazione del latte umano, AOUI ha realizzato un punto informativo sulla sua attività con la “Banca del latte umano donato/Blud”. Si tratta di sensibilizzare le neomamme, che hanno latte in quantità superiore al fabbisogno del proprio bambino, a “regalarlo” alla Blud perché venga utilizzato per neonati meno fortunati.
Attiva dal 2002 e avviata dall’allora dottoressa Carmen Richelli, l’obiettivo della “Banca del Latte Umano Donato” è di favorire la donazione e investire nella salute neonatale e nella solidarietà. Ogni goccia di latte può rappresentare una speranza concreta per tanti bambini e fare la differenza tra la vita e la morte per molti neonati fragili. Per le mamme è un gesto silenzioso ma potentissimo: donare il proprio latte significa donare speranza.
Come funziona la Blud.Alle donatrici viene fornito lo strumentario appropriato per la raccolta del latte, che viene ritirato da personale ospedaliero a domicilio. Il latte raccolto viene pastorizzato, sottoposto a controlli microbiologici rigorosi e distribuito ai neonati ricoverati nei reparti di Terapia intensiva neonatale AOUI e nei reparti di Pediatria degli ospedali della provincia di Verona, specialmente nel primo periodo di vita. L’attività è situata presso le strutture del Lactarium del padiglione 30 dell’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento.
Chi può donare.Tutte le mamme in buona salute, che abbiano partorito da non più di sei mesi e che abbiano disponibilità di oltre 100 ml di latte nelle 24 ore. Sono escluse dalla donazione le mamme fumatrici o quelle che eccedono nel consumo di caffè o tè. Dopo un colloquio e uno screening sanitario, le mamme possono iniziare a donare il latte in modo gratuito e volontario fino allo scadere dei sei mesi del proprio figlio. I sanitari si occupano dell’identificazione delle donatrici, dell’esecuzione degli esami ematochimici/sierologici e microbiologici sulle mamme.
La voce delle mamme.Presenti stamattina sia mamme donatrici sia mamme che hanno ricevuto il latte per il proprio bambino. Il figlio diEnrica, ad esempio, alla nascita pesava 800 grammi, sceso poi a 600, ricoverato in Terapia intensiva neonatale ha ricevuto il latte dalla Blud e adesso che ha 8 mesi pesa 8 chili. Sono tante le storie delle mamme, quasi tutte al secondo figlio. “Con il primo sei più inesperta, ma adesso l’ho fatto volentieri. Mi è dispiaciuto fermami a sei mesi”, diceGiulia. Tutte hanno saputo della possibilità di donare dai corsi preparto e tutte sono orgogliose di farlo. “E’ un impegno minimo di 10 minuti la mattina, tanto avremmo dovuto usare il tiralatte in ogni caso”, diconoAlessia,GinevraeClaudia. Fino all’esperienza diSusan, che è al terzo figlio e i primi due li ha allattati in contemporanea avendo solo un anno di distanza: “Continuo ad avere tanto latte, è un peccato buttarlo – aggiunge Susan -. È un gesto spontaneo che noi mamme possiamo fare per altri bambini più bisognosi e di solidarietà verso altre mamme. Mettersi nei panni degli altri è sempre importante”.
La mission di AOUI nel tempo.Nel corso degli anni, grazie alla Banca del latte dell’Azienda ospedaliera di Verona, sono stati raccolti e distribuiti migliaia di litri di latte materno, destinati a centinaia di neonati ricoverati in Terapia intensiva neonatale. Si è registrata una media di 30 donatrici/anno. La Banca del Latte Donato rappresenta un’importante risorsa sanitaria e umanitaria.
L’attività segue le linee guida dell’Associazione Italiana Banche del latte umano donato, La mission della Blud si basa sulla promozione e il sostegno dell’allattamento materno, sulla diffusione della cultura della donazione e dell’uso appropriato del latte. Tutte le più importanti Società di Pediatria (Organizzazione Mondiale della Sanità, American Accademy of Pediatric, European Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition e la Società Italiana di Neonatologia e Pediatria) raccomandano l’uso del latte di Banca, come migliore alternativa al latte della madre.
Erano presenti alla conferenza stampa: dott.ssaGiovanna Ghirlandadirettore Direzione medica ospedaliera per la gestione e l’organizzazione, prof.Massimo Piergiuseppe Franchidirettore Dipartimento Materno-Infantile, dott.Renzo Beghinidirettore Terapia intensiva neonatale e la sua équipe medicaCarlo Alberto Forcellini,Irene Sibona,Livia Ridolfi, dott.ssaSilvana Lauriolareferente Blud, dott.ssaLorena Molesinicaposala Assistenza neonatale e Lattarium, dott.ssaGloria AgazziDirezione medico ospedaliera referente Ospedale donna e bambino e le mammeAlessia,Ginevra,Giulia,Claudia,EnricaeSusan.
Presenti inoltre: Mariagrazia Viapiana vicepresidente Anavi, le dietiste Rita Piccoli e Irene Bresadola, le infermiere Nadia Lucchi e Monica Signoretto, le Oss Gessica Vincenzi e Elena Nicolato, la segretaria di Pediatria ad indirizzo critico e patologia neonatale Katiusha Ruscitto.
Dott.ssa Ghirlanda:“Ho visto partire l’attività della ‘Banca’ e nel tempo abbiamo perfezionato l’organizzazione. È importante l’impiego dei nostri fattorini per il ritiro a domicilio, ma anche tutta la procedura interna per la pastorizzazione e il controllo. Occorre la stessa professionalità come raccogliere e ricevere una sacca di sangue”.
Dott.ssa Lauriola:“Ringrazio in maniera particolare tutte le mamme che donano perché rendono possibile questo servizio. Si cerca di arruolare le mamme che hanno un'eccessiva produzione di latte rispetto alle esigenze nutrizionali del bambino, si fa poi una breve anamnesi per escludere controindicazioni mediche, forniamo il tiralatte e poi i nostri fattorini specializzati fanno il trasporto in sicurezza rispettando le caratteristiche di congelamento. Questo latte è prezioso organoletticamente e va ai bambini molto fragili in Terapia intensiva neonatale. Per questo viene sottoposto alle lattocolture per escludere contaminazioni”.
Prof Franchi:“La giornata di oggi è un grandissimo successo poiché consolida il rapporto eccezionale che c’è tra noi ginecologi e i colleghi neonatologi. Il latte viene donato dalle donne, ma poterle veicolare alla donazione è una questione tipicamente da ginecologo: noi vediamo la donna prima del parto e questa collaborazione ha permesso al nostro Lattarium di raggiungere risultati che sono veramente notevoli a livello nazionale”.
Dott Beghini: “La nostra Terapia intensiva neonatale è la principale destinataria di questo prodotto biologico, che per noi è importantissimo e per i nostri bambini lo è ancora di più. Non abbiamo, ad oggi, un nutrimento migliore rispetto al latte umano, l'alternativa sarebbero latti artificiali speciali. L'utilizzo di quello materno donato abbassa enormemente i rischi a livello intestinale e migliora il risultato respiratorio dei piccoli pazienti. Per noi è un prodotto insostituibile. Abbiamo visto bambini nascere con un peso di 600 grammi che, con latte materno donato, hanno avuto un follow up neurologico eccezionale. La donazione del latte può essere paragonata alla donazione di sangue per importanza”.
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