Endometriosi: anche mal di schiena e problemi respiratori sono sintomi
Endometriosi: anche mal di schiena e problemi respiratori sono sintomi
Ne soffre 1 donna su 10, spesso diagnosi in ritardo fino a 10 anni
Prof Uccella: “Il nostro compito è dare un messaggio di speranza alle giovani donne”
Dott. Vedovi: “Non curiamo solo l'organo, ma prendiamo in carico la donna nella sua complessità fisica e motoria”
Verona, 21 marzo 2026
Mal di schiena e problemi respiratori di solito vengono associati a molti disturbi ma quasi mai a quelli ginecologici. Invece, a volte, possono essere i segnali di Endometriosi, una malattia infiammatoria cronica, invalidante e complessa, che si nasconde dietro sintomi apparentemente non correlati e non solo al dolore pelvico.
L’Endometriosi è quindi una patologia spesso sotto diagnosticata, con un ritardo medio stimato tra i 7 e i 10 anni, attribuibile alla variabilità dei sintomi e alla accettazione del dolore mestruale. Il trattamento efficace si fa attraverso un approccio multidisciplinare, attivo in Azienda ospedaliera, anche perché negli ultimi anni sono stati fatti progressi nella diagnostica non invasiva, nella comprensione dei fattori patogenetici e nelle opzioni terapeutiche (farmacologiche, riabilitative, chirurgiche ed integrate). Questo ha aperto nuove prospettive per una presa in carico più precoce e personalizzata della paziente. L’ecografia specialistica, se fatta in centri di riferimento specializzati, e la visita ginecologica rimangono le metodiche di riferimento per approcciarsi alla diagnosi.
Convegno nazionale a Verona e visite gratuite sabato 27. Per promuovere l’approccio integrato e centrato sulla paziente si è tenuto oggi al policlinico di Borgo Roma il convegno “Endometriosi: approccio integrato multimodale”, presieduto dal prof Stefano Uccella, direttore Ginecologia e Ostetricia, e dal dott Ermes Vedovi, direttore Recupero e Riabilitazione funzionale. L’appuntamento è stato organizzato dalla Sezione rieducazione perineale della SIMFER. Esperti nazionali di diverse discipline si sono confrontati su diagnosi precoce, rapporto della patologia con lo sport e gli outcome psicologici. L’obiettivo è migliorare la consapevolezza, ridurre il ritardo diagnostico e ottimizzare le strategie di trattamento, contribuendo a una migliore qualità di vita.
L’impegno di Aoui continua anche sabato 27 marzo con un pomeriggio di visite gratuite al padiglione 29 Ospedale della donna e del bambino a Borgo Trento. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’Associazione progetto endometriosi e richiede la prenotazione con mail a verona@apendometriosi.it.
Occhio a mal di schiena e problemi respiratori. Lombosciatalgie, dolore cronico perineale e difficoltà respiratorie possono essere sintomi di endometriosi. Questa patologia infatti può provocare dolore diffuso: piccoli noduli possono arrivare a toccare il diaframma, causando quindi problematiche esterne alla dimensione uterina. Per questo motivo, l’Uoc Recupero e riabilitazione funzionale, diretta dal dott Ermes Vedovi, può richiedere l’approccio integrato con il ginecologo nel caso di pazienti con questo quadro sintomatico. L’Uoc prende anche in carico le pazienti che hanno subito il trattamento chirurgico, per la riabilitazione post operatoria del pavimento pelvico ed eventualmente alterazioni della postura.
Cure. Chirurgia non per forza e in hub di riferimento. L’Endometriosi è una patologia infiammatoria estrogeno-dipendente, caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina. Colpisce circa 1 donna su 10 in età riproduttiva ed è una delle principali cause di dolore pelvico cronico, dismenorrea (dolori mestruali diffusi), dispareunia (dolore ai rapporti) ed infertilità. L’impatto è significativo sulla qualità di vita e salute mentale delle pazienti, ma anche sui costi socio-sanitari. Si tratta di una patologia molto complessa nei sintomi, che coinvolge fattori genetici, immunologici, ormonali e ambientali. Un tale assetto richiede che la gestione della malattia sia multidisciplinare e in centri di riferimento, come lo è l’Azienda ospedaliera. L’esordio è in età adolescenziale e colpisce generalmente le donne in età giovanile, ma c’è anche una piccola percentuale di donne in post menopausa come esiti della malattia non trattata adeguatamente.
Fino a qualche tempo fa, il trattamento più diffuso era l’intervento chirurgico. Ora la tendenza è di operare solo quando strettamente necessario perché le nuove terapie farmacologiche, con farmaci all’avanguardia garantiscono un controllo della malattia.
Prof. Stefano Uccella, direttore Uoc Ostetricia e ginecologia: “Il nostro compito non è alimentare allarmismi o cadere nella sovradiagnosi, bensì offrire alle pazienti un messaggio di concreta speranza e percorsi di cura personalizzati. Spesso le giovani donne che ricevono una diagnosi di Endometriosi ne sono terrorizzate, come se si trattasse di una patologia destinata a espandersi inarrestabilmente e a precludere ogni possibilità di maternità. Al contrario, sappiamo che, sebbene questa malattia incida profondamente sulla quotidianità, un trattamento adeguato e tempestivo permette di mantenere un'ottima qualità della vita e di avere figli, se lo si desidera”.
Dott Ermes Vedovi, direttore Uoc Recupero e riabilitazione funzionale: “Il nostro ruolo è fondamentale nel gestire il dolore cronico e le manifestazioni extra-uterine della patologia, come le lombosciatalgie, il dolore cronico pelvico e altri sintomi dettati dalla localizzazione dei noduli di cellule uterine. Attraverso un approccio riabilitativo integrato con il ginecologo, miriamo a restituire funzionalità e benessere posturale alle pazienti. La riabilitazione del pavimento pelvico, specialmente nel post-operatorio, è uno step cruciale per il recupero della qualità della vita. Non curiamo solo l'organo, ma prendiamo in carico la donna nella sua complessità fisica e motoria. Lo ricordiamo, con una diagnosi precoce si può ridurre il dolore e vivere normalmente”.
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