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Medicina narrativa, primo evento del nuovo approccio nella cura

La medicina narrativa è una attività che in Azienda ospedaliera universitaria integrata è già presente con due esperienze consolidate nelle Unità operative di Medicina delle dipendenze e in Pediatria C.

La medicina narrativa non è un insieme di tecniche ma un diverso approccio alla cura, che arricchisce l’aspetto meramente tecnico con il racconto del paziente del suo malessere oltre ai soli sintomi. Questo permette di affrontare le malattie non esclusivamente in termini di “disease” (conoscenze cliniche), ma anche come “illness” (vissuto soggettivo del paziente) e “sickness” (percezione sociale della malattia). Dal 2014 se ne occupa la Società italiana di medicina narrativa-SIMeN, la “evidence-based medicine” basata su prove scientifiche rigorose resta la base per la cura dei pazienti ma si aggiunge la “narrative-based medicine” basata sulla narrazione dell’esperienza individuale con il racconto di medici e pazienti.

In Aoui, il direttore di Medicina Fabio Lugoboni delle dipendenze ha da 4 anni attivato il premio letterario nazionale “Marco Faccini”. Ogni anno raccoglie decine di racconti legati alle esperienze di dipendenze che vengono pubblicati in un volume. Le parole sono fonte di terapia per chi vive la malattia ma sono anche un veicolo di prevenzione. La seconda iniziativa Aoui è il concorso artistico “Con ali di carta”, ideato e realizzato dalla pediatra Milena Brugnara e giunto alla terza edizione. L’intento è stato quello di favorire il racconto della malattia non solo dei piccoli pazienti ma anche da parte di familiari e amici, attraverso varie forme espressive: racconti, poesie e disegni.

Di tutto questo si è parlato, lo scorso 17 marzo al centro Marani, durante il convegno dal titolo “Medicina narrativa, un approccio innovativo da considerare nel processo di cura” organizzato dal dott Lugoboni. Sono intervenuti: Cristina Maselli, medico oftalmologo di Vicenza segretario SIMeN; Milena Brugnara, pediatra AOUI Verona; Camillo Smacchia, direttore SerD Ulss 9 Verona e giuria premio “Marco Faccini”; Edoardo Polidori, ex direttore Dipartimento delle dipendenze di Romagna; Alberto Arnaudo, ex direttore Serd di Cuneo; Renzo Segala, avvocato e autore con Fabio Lugoboni della trilogia di romanzi “La ruggine” che raccontano le dipendenze con l’obiettivo di togliere lo stigma.

Dott Fabio Lugoboni: “La medicina narrativa è un tentativo di arrivare dove i manuali o altre forme di comunicazione sulla medicina faticano ad arrivare. Fondamentalmente è la narrazione, sia dal punto di vista sia del terapeuta sia del paziente, dei successi, degli insuccessi e degli aspetti emotivi. È una maniera per far parlare chi ha un problema e magari si vergogna, quindi per combattere lo stigma sulle dipendenze. Fin da piccoli noi cresciamo con le favole, è lo strumento per non aver paura”.

Dott.ssa Cristina Maselli: “Nei luoghi di cura narrare è fondamentale perché è negli ospedali che avviene la rottura biografica, cioè le persone si sentono che non sono più quelle di prima. La medicina narrativa è relativamente giovane e le linee guida dell’Istituito superiore di sanità sono del 2014 che hanno evidenziato la differenza fra disease, illness e sickness. Questo nuovo approccio è capace di modificare i percorsi terapeutici che non sono solo tecnica ma anche medicina personalizzata”.

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Ultimo aggiornamento: 12/02/2026 15:58

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