Allergie e asma bronchiale. Ogni primavera 5 mila pazienti in più
Aderenza alle terapie e nuovi farmaci, le cure per i disturbi di stagione
Il messaggio di Scaligera basket: asma e sport agonistico
Verona, 30 aprile 2026
Maggio e giugno rimangono i mesi peggiori per le persone che soffrono di allergie
stagionali. Principale responsabile è l’impollinazione delle graminacee, specie caratteristica della pianura Padana, cui si associano anche betulla, tra i pollini più precoci, parietaria, ormai diventata un allergene perenne, e olivo.
Nella stagione primaverile sono circa 5 mila i nuovi pazienti trattati, che si aggiungono agli oltre 12 mila in carico all’Uoc Allergologia e Asma Center diretto dal prof. Marco Caminati. L’allergia stagionale - che può avere manifestazioni rinitiche, asmatiche o dermatologiche - è una delle principali cause delle malattie respiratorie come l’asma bronchiale, dell’adulto e del bambino con sintomi che appaiono già in età pediatrica. Per questo è necessario un approccio integrato che unisca allergologia, pneumologia e pediatria.
Allergie, di più e più lunghe. L’insorgere di allergie non ha età, c’è una predisposizione genetica ma sono molte le variabili che ne determinano l’attivazione. Cambiamenti climatici, variazioni delle abitudini dietetiche, diversa qualità degli alimenti e peggiore qualità dell’aria che respiriamo sono tra i determinanti di una continua crescita delle forme allergiche. Una crescita che interessa anche la popolazione anziana, non più “immune” dallo sviluppo di allergie respiratorie. Cresce il periodo sintomatico, fenomeno che riflette il cambiamento delle tradizionali stagioni polliniche a causa di variazioni climatiche e pollini più aggressivi. Aumenta anche il numero di allergie per ogni singolo paziente (polisensibilizzazione). Queste allergie, da non confondere con le intolleranze alimentari che riguardano esclusivamente l’apparato digestivo, sono un problema per il 25% dei veronesi, con pesanti ripercussioni sulla qualità della vita. Oggi sono attivi trattamenti sia sintomatici che preventivi come l’immunoterapia specifica (vaccino antiallergico).
Asma in gravidanza e infantile. Tra le categorie da trattare in maniera particolare ci sono anche le donne in gravidanza che necessitano di farmaci opportuni per affrontare la patologia allergica. Ma è soprattutto in età pediatrica che bisogna intervenire rapidamente e con continuità. L’asma bronchiale è la più frequente patologia cronica dell’età pediatrica, che si manifesta circa nel 10-12% della popolazione infantile, seguita nel reparto di Pediatria C dall’equipe del prof. Giorgio Piacentini. La funzionalità polmonare dell’adulto dipende in gran parte da come è stata gestita l’asma in età pediatrica perché ogni singola riacutizzazione lascia un segno indelebile. Alla comparsa dei primi sintomi, l’asma allergica del bambino va curata subito per non compromettere la successiva capacità respiratoria, dal momento che il polmone cresce fino a 20 anni, per questo motivo non vanno quindi trascurate le riacutizzazioni con broncospasmi. Per la presa in carico migliore possibile, è stato attivato nella Pediatria C il Centro specializzato di riferimento per la cura dell’asma infantile. L’obiettivo di cura, oggi, non è più il solo controllo della malattia attraverso i farmaci, ma gestione complessiva del piccolo paziente per arrivare alla remissione della malattia (periodi senza farmaci e senza sintomi).
Molto importante è la corretta informazione per intervenire già alla comparsa dei primi sintomi. A questo scopo, in occasione della Giornata mondiale dell’asma che ricorre il 5 maggio, la dott.ssa Giuliana Ferrante (Uoc Pediatria C), con la Società italiana per le malattie respiratorie infantili (Simri) ha organizzato un webinar rivolto a pazienti e famiglie, che si terrà dalle ore 17.30. L’incontro “Asma nel bambino: informare, prevenire, curare” illustrerà come riconoscere i principali trigger, gestire correttamente la terapia, affrontare l’asma fuori casa e comprendere il ruolo dello specialista nel percorso diagnostico e nel follow-up.
Asma bronchiale adulti. L’allergia stagionale è la principale causa di una patologia importante come l’asma bronchiale, che proprio perché periodica necessita di cure regolari e di aderenza alla terapia. E’ una patologia che riguarda l’8% dei veronesi e per la quale è importante la diagnosi precoce alla comparsa dei primi sintomi per non avere ritardi nella cura. Il paziente adeguatamente trattato può infatti condurre una vita normale e attiva, compresa l’attività sportiva. Un paziente asmatico, soprattutto se giovane, non è destinato alla vita sedentaria, con le adeguate cure può praticare tutti gli sport anche a livello agonistico, come dimostra l’esperienza della Scaligera basket.
Diverso è il caso dell’asma grave, che rappresenta il 5% degli asmatici totali, e che viene curata con le nuove terapie. Si tratta di farmaci biologici che agiscono direttamente sul processo infiammatorio bronchiale al posto del cortisone, sono farmaci ospedalieri ad alto costo. Aoui Verona ha il più alto numero di casistica in Italia con 200 pazienti.
Per tutti, l’indicazione è di attenersi alla cura prescritta e di evitare l’automedicazione con broncodilatatori come il sulbutamolo.
Gruppi multidisciplinari. Sono due quelli attivi in Aoui per una presa in carico globale del paziente con problematiche respiratorie. Il Gruppo di allergologia e pneumologia dell’età della transizione, coordinato dal Prof. Piacentini della Pediatria, che si occupa di agevolare il passaggio dei pazienti pediatrici ai medici dell’adulto al fine di garantire la presa in carico in continuità. Il Gruppo per la gestione dell’asma grave e delle patologie associate, coordinato dal Prof. Caminati e composto da vari specialisti (allergo-immunologo, otorino, pneumologo) per garantire una diagnostica avanzata e i migliori farmaci, compresi quelli sperimentali se opportuno proporli anche nei casi più complessi.
Alla conferenza stampa erano presenti: Paolo Petralia direttore generale AOUI, dott Claudio Micheletto direttore Uoc Pneumologia, prof Marco Caminati direttore Uoc Allergologia e Asma Center, prof Giorgio Piacentini direttore Uoc Pediatria C, dott Paolo Cannas, medico sportivo Scaligera Basket.
Paolo Petralia: “Il valore di un ospedale si vede nelle emergenze quotidiane e in quelle stagionali. Ecco perché oggi possiamo parlare con orgoglio delle nostre competenze su un tema sempre più diffuso come sono le allergie e l’asma bronchiale, disturbi che colpiscono il bambino e l’adulto e che toccano da vicino anche il mondo dello sport con la testimonianza, che ospitiamo, della Scaligera basket. La nostra esperienza accumulata nel tempo genera valore per la collettività, perché siamo promotori di benessere anche attraverso la corretta informazione e la diffusione di contenuti per la promozione dello starbene”.
Prof. Giorgio Piacentini: “In questo momento la problematica maggiore viene dai pollini, causa principale dell’asma bronchiale nel 10-12% dei bambini in Italia. E’ importante intercettare precocemente questi bambini per trattarli fin da subito in maniera adeguata, perché in questo modo si agisce su quello che sarà il destino della salute respiratoria futura. Se un bambino ha avuto diverse riacutizzazioni di asma, aumenta la probabilità di un’eccessiva perdita di funzionalità respiratoria e non vanno assolutamente trascurate. L’importante è non avere un atteggiamento di attesa passiva confidando che il broncospasmo si risolva da solo con la crescita, ma intercettare precocemente i bambini con un maggior rischio di diventare asmatici. Una cura adeguata e un follow up costante consentono al bambino di fare la sua vita normale, l’asma non rappresenta di per sé una limitazione all'attività quando viene affrontata e trattata in maniera appropriata”.
Prof. Marco Caminati: “I sintomi non vanno sottovalutati. Spesso il soggetto allergico, soprattutto se giovane, tende a sminuire la sua condizione, ma l’allergia impatta significativamente sulla qualità del sonno, sulla concentrazione, dunque sulla resa lavorativa e scolastica. Senza pensare che il raffreddore allergico è il più rilevante fattore di rischi per lo sviluppo dell’asma bronchiale o per un suo peggior controllo se già presente. Fortunatamente ad oggi la scelta dei trattamenti, sia sintomatici che preventivi, è molto ampia e può essere personalizzata in base al profilo del soggetto allergico. La convivenza con l'allergia è sicuramente possibile, con una diagnostica appropriata è possibile individuare il problema prevalente e trattarlo con quello che una volta veniva definito come vaccino antiallergico, ma che oggi è una terapia molto sofisticata, molto mirata, che è in grado di intervenire sulla modalità con cui il sistema immunitario reagisce verso l'ambiente e dunque ripristinando un equilibrio. Grazie alla ricerca degli ultimi 10 anni, l'allergia si inquadra in una suscettibilità del sistema immunitario verso i fattori ambientali”.
Dott. Claudio Micheletto: “Siamo nel periodo di massima esposizione ai pollini, la cui concentrazione in Pianura Padana è altissima, in particolare graminacee e parietarie. I cambiamenti climatici hanno portato a un'estensione della stagione sia per precocità che di durata. Per questi motivi, è necessaria la cura regolare dell’asma bronchiale. La terapia con inalatore, se rispettata, permette alla maggior parte dei soggetti asmatici di condurre una vita normale e di fare attività sportiva anche agonistica. Nei casi di asma grave si ricorre al trattamento biologico, che a Verona sta facendo registrare degli ottimi risultati nella cura dei pazienti. La grande sfida per il futuro è quindi di ottenere un'ottima aderenza alla terapia, senza che i pazienti ricorrano volontariamente all’uso del broncodilatatore che non è un farmaco curativo. Infine, in Aoui abbiamo due Gruppi multidisciplinari per seguire ina maniera puntuale questi pazienti, sia per la transizione dall’età pediatrica a quella adulta, sia un percorso con l’allergologia per l'asma grave”.
Dott Paolo Cannas: “Il messaggio che volgiamo portare come Scaligera Basket è della possibilità e della concreta realtà di poter partecipare ad attività sportive, anche agonistiche, nonostante la diagnosi di asma bronchiale. Infatti, è concesso il certificato agonistico anche ad atleti affetti da questa patologia. Noi attualmente stiamo gestendo due nostri atleti in terapia continuativa per trattare l’asma bronchiale. La nostra è esperienza diretta, che viene dalla gestione di due ottimi giocatori professionisti in un campionato nazionale, e proprio in questi giorni con una riacutizzazione di asma bronchiale. Con la nostra testimonianza vogliamo incoraggiare i bambini e i ragazzi affetti da questa patologia a partecipare alle attività sportive, affinché possano restare integrati nei loro gruppi e nella loro vita sociale. Voglio ribadire il concetto di non pensare a bambini o ragazzi che hanno questo tipo di patologia come persone che non possono muoversi, è corretto che si alzino dal divano e che partecipino alle attività sportive anche agonistiche”.
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