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 Cos'è?

L'epatite è un'infiammazione del fegato causata dal virus HBV (Hepatitis B Virus). 
L'epatite acuta B si riferisce ad una infezione di breve durata che si sviluppa entro i primi 6 mesi dal contatto col virus. L'infezione acuta è caratterizzata da diversa gravità, includendo forme lievi con pochi sintomi o addirittura senza sintomi così come forme gravi che richiedono ricovero in ospedale. Una buona percentuale di individui guariscono spontaneamente senza necessità di trattamento antivirale. Questi individui diventano immuni a potenziali successive infezioni da HBV.
L'epatite cronica B si riferisce a una infezione di durata superiore a 6 mesi e che si può protrarre tutta la vita senza opportuno trattamento. La probabilità che un individuo ha di sviluppare un'epatite cronica dipende principalmente dall'età in cui l'individuo contrae l'infezione. Il 90% dei neonati infetti con HBV svilupperanno un'epatite cronica, mentre ciò avviene solo in circa il 5% degli adulti. Nel tempo, l'infezione cronica può portare ad un progressivo danno a livello del fegato, con fibrosi, cirrosi, cancro. 

 

 Come si trasmette?

Il virus dell'epatite B si trasmette da una persona affetta ad un altro individuo attraverso il contatto con alcuni fluidi corporei come il sangue ed liquido spermatico.
La trasmissione di HBV avviene attraverso:
rapporti sessuali: questo virus si trasmette in modo estremamente efficace attraverso questa modalità essendo fino a 50-100 volte più infettivo di HIV. I rapporti sessuali rappresentano la modalità più frequente di acquisizione di HBV in Italia ed in Europa occidentale;
Utilizzo di droghe per via endovenosa e scambio di siringhe e/o parafernalia;
Alla nascita: neonati nati da mamme affette da HBV hanno elevata probabilità di acquisire tale infezione al momento del parto. Questa via di trasmissione rappresenta la principale modalità di acquisizione di HBV a livello mondiale;
Microepidemie in ambito sanitario: sebbene rare, vi sono state microepidemie di infezione da HBV in strutture sanitarie e/o parasanitarie legate ad una non adeguata sterilizzazione degli strumenti utilizzati.

Il virus dell'epatite B NON si TRASMETTE con:
  • l'allattamento;
  • la condivisione di posate e bicchieri;
  • gli abbracci;
  • i baci;
  • la stretta di mano;
  • lo sputo;
  • lo starnuto;
  • il cibo e le bevande.
 

 Quali sono i sintomi?

La maggior parte delle persone affette da HBV sono perfettamente asintomatiche (non hanno sintomi) e non sono a conoscenza della propria infezione.
Nei casi in cui l'infezione si presenta con dei sintomi, questi possono includere: febbre, stanchezza, mancanza di appetito, difficoltà digestiva, nausea, vomito, urine scure (color coca cola), feci chiare (color creta), dolore articolare diffuso, ittero (colorazione giallastra della cute) o subittero (colorazione giallastra delle sclere degli occhi).
Se presenti, i sintomi legati all'acquisizione dell'infezione da HBV compaiono solitamente entro i primi 3 mesi e scompaiono dopo il 6 mese. I sintomi legati invece ad un'infezione cronica da HBV impiegano anni per rendersi evidenti rappresentando più il danno che l'infezione ha arrecato al fegato nel tempo (epatopatia cronica/cirrosi) più che la reazione all'infezione stessa.

 

 Diagnosi e trattamento

Il trattamento dell'epatite B dipende da quanto è trascorso tra la diagnosi e l'acquisizione dell'infezione.
  • Qualora l'esposizione ad HBV sia avvenuta da pochi giorni (<7-10 gg), la somministrazione di immunoglobuline specifiche (HBV-IgG) i.m. e l'eventuale successivo avvio dell'iter vaccinale è di per sè sufficiente ad evitare l'attecchimento dell'infezione.
  • Se l'acquisizione dell'infezione da HBV è avvenuta da meno di 6 mesi (epatite B acuta), l' unica reale azione è l'attesa volta a valutare se il sistema immunitario riesce ad eliminare spontaneamente l'infezione. In questo lasso di tempo la terapia cardine è rappresentata dal riposo, abbondante idratazione e da una dieta leggera, oltre, eventualmente a terapie sintomatiche, rivolte al miglioramento dei sintomi (es: antiemetico per la nausea). Solo in una piccola percentuale dei casi può essere necessario il ricovero ospedaliero.
  • Qualora l'infezione da HBV sia stata acquisita da più di 6 mesi e non sia stata debellata dal sistema immunitario (epatite B cronica), è certamente necessario un monitoraggio specialistico epatologico per valutare lo stato del fegato ed eventualmente dare indicazione all'avvio di un trattamento farmacologico specifico volto a controllare la replicazione virale e ridurre le complicanze a lungo termine (es: cirrosi, tumori epatici maligni, etc.).
 

 Prevenzione

La vaccinazione per HBV è sicura ed efficace. Essa è entrata come vaccinazione obbligatoria nella schedula vaccinale a partire dal 1979.  E' raccomandata a tutti i soggetti adulti sessualmente attivi, in particolar modo a coloro che: 
  • hanno numerosi partners
  • hanno ricevuto diagnosi di almeno una infezione a trasmissione sessuale
  • siano MSM
  • abbiano avuto un rapporto con un individuo con infezione nota.

La schedula vaccinale prevede la somministrazione di 3 dosi. 

Per coloro interessati alla vaccinazione per HBV residenti o domiciliati nel territorio dell'ULSS9 Scaligera, è possibile programmare la vaccinazione presso una delle sedi vaccinali qui disponibili (contatto telefonico ed e-mail per la prenotazione disponibile in "info e orari").
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