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La ricerca clinica ha bisogno dei cittadini

Comitato Etico Territoriale Area Sud Ovest Veneto cosa fa e come funzione

8:15
Aula T3, Polo Didattico “G. Zanotto ” Università di Verona

Tutti desideriamo una vita sana e libera da malattie per noi e per le persone che ci stanno vicino. Questo obiettivo dipende in gran parte dai nostri stili di vita e dalla capacità dei governi di elaborare e attuare politiche pubbliche favorevoli alla salute dei cittadini in diversi ambiti.

Se però ci ammaliamo, speriamo sempre che ci siano farmaci o presìdi medici capaci di guarirci o di assicurarci una buona qualità di vita durante la nostra malattia.

La ricerca scientifica e tecnologica fa progredire la medicina attraverso la realizzazione di studi clinici (studi osservazionali, sperimentazioni cliniche/trials clinici) che, coinvolgendo direttamente le persone, studiano le cause, lo sviluppo e gli effetti delle malattie, con l’obiettivo di migliorarne la prevenzione e la diagnosi, di rendere disponibili sempre migliori interventi terapeutici e garantire l’appropriatezza di quelli già in uso.

La partecipazione libera e competente delle persone alla ricerca clinica, dunque, è essenziale e irrinunciabile per il progresso delle cure e per orientare tale progresso verso priorità sempre più adeguate ai bisogni reali.

Ma quali sono i meccanismi della ricerca in Italia, chi valuta l’adeguatezza di uno studio, ne monitora l’andamento, ne assicura la divulgazione? L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), quale autorità competente, si avvale del supporto multidisciplinare di 40 Comitati Etici Territoriali (CET) e 3 Comitati Etici Nazionali (CEN) per assicurare questo. Uno dei CET copre il territorio sud ovest del Veneto, e ha sede a Verona.

Il CET ha deciso di “presentarsi” alla cittadinanza e agli operatori sanitari per condividere il proprio percorso e spiegare i meccanismi della ricerca clinica in Italia, allo scopo di aumentare il coinvolgimento della popolazione, nell’ottica di una “ricerca clinica partecipata”.


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