Il danno epatico dalla steatosi all’HCC
26 October 2023
Nel nostro paese milioni di persone soffrono di epatopatia con uno spettro di gravità clinica che va da una modesta steatosi fino alla degenerazione neoplastica (con circa 12000 nuovi casi ogni anno) passando per la fibrosi e l’epatite cronica. Molti sono i fattori di rischio e gli agenti lesivi che causano i processi infiammatori e degenerativi che possono danneggiare struttura e funzione del fegato. Infatti squilibri metabolici, sostanze esotossiche, farmaci, virus, problemi circolatori possono innescare il danno infiammatorio e rigenerativo con fenomeni progressivi di fibrosi e sovvertimento della struttura epatica. Non tutti gli agenti sono facilmente contrastabili o eliminabili ma, soprattutto nelle forme autoimmuni e nelle forme virali, approcci e farmaci innovativi hanno permesso grandi progressi nel controllo del danno epatico. Le complicanze possono essere oggi meglio trattate anche con metodologie meno invasive endoscopiche e radiologiche, e, quando necessaria, la chirurgia si approccia in modo più selettivo ma può arrivare alla sostituzione d’organo col trapianto nei casi selezionati. Molte sono quindi le specialità coinvolte nella diagnostica e nel trattamento delle patologie epatiche, includendo anche il ruolo dell’oncologia. Per questo motivo la giornata della Scuola Medica dedicata al danno epatico vede alternarsi gli specialisti di discipline internistiche chirurgiche e interventistiche nel confronto che vuole mimare la quotidiana discussione collegiale che richiede l’approccio ad paziente epatopatico. L’approccio di tipo multidisciplinare possibile in una Azienda come l’AOUI può garantire la miglior presa in carico dei pazienti con epatopatia