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Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne: l'Ospedale Donna e Bambino ha aderito all'iniziativa POSTO OCCUPATO

25 November 2023

Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologico - Ospedale Donna e Bambino, sede di Borgo Trento, AOUI di Verona

In Italia, in media, una donna ogni tre giorni continua a morire per volontà e per mano di un partner o di un ex partner, di un altro parente o di un conoscente in ambito affettivo o relazionale.

Secondo quanto riportato dalle ultime analisi ISTAT e dai report del Ministero dell’interno tramite la Banca Dati delle Forze di Polizia, in Italia, gli omicidi volontari aventi donne come vittime sono stati 119 nel 2020, 122 nel 2021 e 128 nel 2022, con un trend stabile negli anni e mai veramente diminuito, contrariamente a quanto avvenuto per gli omicidi di uomini, fortemente contratti e in costante diminuzione da circa 20 anni, ascritti soprattutto a criminalità organizzata.

Questi numeri, infatti, vanno letti con molta attenzione ed interpretati alla luce di un’analisi attenta delle vittime, degli autori e del contesto dell’evento: anche se il numero delle donne vittime di omicidio, in termini di valore assoluto, è rimasto più o meno stabile nel corso degli anni, il numero di donne uccise da partner o ex partner è rimasto purtroppo invariato.

Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 20 novembre 2023 sono stati compiuti volontariamente 106 omicidi di “sesso femminile”: 87 di queste donne sono state uccise in ambito familiare/affettivo, ed in particolare, tra queste 55 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner.

Anche se il femminicidio rappresenta la punta dell’iceberg e l’atto più estremo della spirale della violenza di genere, nel nostro paese crescono violenze, maltrattamenti e atti persecutori commessi contro le donne. 

Con l’espressione violenza di genere si indicano tutte quelle forme di violenza, da quella psicologica e fisica fino a quella sessuale, dagli atti persecutori del cosiddetto stalking allo stupro, fino ad arrivare all’omicidio, che riguardano un vasto numero di persone discriminate in base al sesso.

La violenza di genere affonda le sue radici nell’antichità e pervade profondamente ancora oggi non solo la nostra società ma anche la vita di ogni donna nel quotidiano.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e anche secondo i dati ISTAT per l’Italia il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale.

La violenza sulle donne è un fenomeno che risulta però difficilmente misurabile perché in larga parte sommerso, per lungo tempo tollerato o sottovalutato e talora perfino giustificato, in quanto ritenuto espressione di costumi sociali consolidati.

Esso va infatti collocato all’interno di un contesto sociale e culturale, che giustifica ancora stereotipi sui ruoli di genere e forme di status e sessismo, più o meno consapevole, con il maschio posto in una condizione dominante, che tollera pregiudizi diffusi sulla violenza sessuale, che spesso nega il riconoscimento di parità di diritti, di opportunità e di realizzazione alle donne e che consolida la tendenza ad occultare la violenza (specialmente quella non fisica) o a riconoscerla solo in gruppi marginali considerati socialmente ed economicamente inferiori.

In secondo luogo, la maggior parte delle donne è incapace di parlare apertamente della sua situazione di sofferenza e non denuncia la violenza subita per paura di un’ulteriore reazione da parte del soggetto violento, per paura di possibili dinamiche negative che si possono generare nel contesto familiare, per paura di possibili ripercussioni sulla tutela dei figli ma anche per la scarsa fiducia riposta nella tutela da parte delle Forze dell’Ordine (con rischio della cosiddetta “vittimizzazione secondaria”). Tra le vittime il 2.8% ha ritirato la denuncia e più di una su tre (il 40.4%) è tornata dal maltrattante.

Esistono purtroppo vari tipi di forme di violenza: oltre ai gesti più eclatanti di violenza fisica o sessuale, le donne subiscono anche violenza psicologica (cioè comportamenti di umiliazione, svalorizzazione, controllo ed intimidazione) ed economica (come la privazione o limitazione nell’accesso alle risorse finanziarie proprie o della famiglia).

Negli ultimi anni la violenza trova espressione e si rafforza poi anche virtualmente, ossia nei contenuti online disponibili soprattutto sui social network. Questi rappresentano infatti un nuovo habitat capace di abilitare forme inedite di violenza e non sempre controllabili che vanno da forme di sessualizzazione e oggettificazione dell’immagine corporea della donna a gruppi chiusi di utenti in cui donne diventano bersagli di violenze misogine fino alle pratiche di stalking, minacce, di cyber-violenza (slut-shaming, body-sahaming, revenge-porn, cyber-stupro, ecc.).

Un altro aspetto da non trascurare è quello delle ricadute a lungo termine sulle vittime a livello di salute mentale con lo sviluppo di ansia, depressione nelle varie forme, disturbo post traumatico da stress, disturbi psicosomatici più comuni, ma anche disturbi psicotici, ricorso all’alcool o a sostanze e maggiore tendenza al suicidio. Essere aggredito o essere testimone di aggressioni in famiglia durante l’infanzia o l’adolescenza aumenta poi, sia nelle donne che negli uomini, il rischio di disturbi mentali, di bassa autostima e di conseguente coinvolgimento in relazioni abusanti. Queste sono tutte condizioni che richiedono anni di lavoro psicoterapeutico e spesso anche trattamenti farmacologici coadiuvanti per essere curate.

A tal riguardo ricordiamo che rimane sempre attiva la helpline, al numero verde 1522, messa a disposizione dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per sostenere e aiutare le vittime di violenza di genere e stalking. Essa garantisce l’anonimato e l’assistenza 24 ore al giorno in undici lingue diverse fornendo informazioni di primo soccorso in caso di emergenza o indicazioni utili sui servizi e i centri antiviolenza territoriali a cui le vittime di violenza o altri utenti possono rivolgersi.

È inoltre stata sviluppata L'app YouPol, realizzata dalla Polizia di Stato, gratuita e disponibile per tutti, semplice e sicura, che può essere utile per contrastare la violenza di genere inviando segnalazioni, anche in forma anonima, con la possibilità di allegare video, audio, immagini e testo. È possibile aprire una chat con la Polizia sulla quale è possibile scambiarsi, in tempo reale, messaggi e file multimediali, ed è inoltre attiva la funzionalità di geolocalizzazione permette di capire la posizione del segnalante, oltre a visualizzare su una mappa l’ufficio di Polizia più vicino.

Oggi, 25 novembre 2023, nella Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, anche noi dipendenti dell’Ospedale della Donna e del Bambino abbiamo voluto partecipare all’iniziativa di Posto Occupato riservando un posto concreto a tutte le donne vittime di violenza all’interno della hall del Polo Chirurgico Confortini, nella sala di attesa dei nostri ambulatori e del nostro Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologico.

“Posto Occupato è un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza. Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Questo posto vogliamo riservarlo a loro, affinché la quotidianità non lo sommerga.”

In particolare, nella sede del Pronto Soccorso Ostetrico dell’Ospedale Donna e Bambino, la Panchina Rossa diventerà un’installazione permanente, proprio come vuole e deve essere il nostro impegno nella prevenzione a tutti i livelli di questo fenomeno e nel riconoscimento, nell’accoglienza e nella cura di tutte le donne vittime di violenza.

È proprio in questo luogo, sede del nostro Centro Anti-Violenze, ideato e coordinato dal Prof. Massimo P. Franchi, che in 15 anni sono state assistite più di 300 donne vittime di violenza grazie ad un percorso dedicato che quotidianamente rappresenta un aiuto concreto e un riferimento per queste donne in tutta la nostra provincia.

L’accoglimento avviene in un ambiente appositamente allestito e separato dalla comune attività clinica, ad opera di solo personale sanitario femminile con esperienza specifica nell’aiuto nelle prime fasi che seguono al dramma della violenza. Viene offerta una presa in carico multidisciplinare con consulenze preordinate dedicate da parte di specialisti in Malattie Infettive, Pediatria e da ora anche Psicologia, con la preziosa collaborazione della Medicina Legale nella figura della Dr.ssa Giovanna Del Balzo, volte ad aiutare la vittima nella ricostruzione di sé stessa. Inoltre, grazie alla creazione di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) specifico, oltre che alla raccolta di tutto il materiale probatorio inclusi prelievi tossicologici, citologici e di tipizzazione genetica, viene offerta la possibilità di eseguire lo screening per infezioni sessualmente trasmesse, l’accesso alla profilassi farmacologica post-esposizione e alla contraccezione post-coitale.

Nel corso di quest’anno, infine, si è costituito un gruppo interdisciplinare dedicato alla Violenza Sessuale Femminile (GIVSF), grazie al quale ginecologi, ostetriche, pediatri, psicologi, medici legali, infettivologi, anatomopatologi e medici di pronto soccorso generale possono ora operare in una rete comune di stretto confronto per tutelare con maggiore efficacia e tempestività tutte le donne che richiedono aiuto.

 

Dott.ssa Carlotta Tosadori,

Unità Operativa Complessa Ginecologia e Ostetricia BT

Dott.ssa Desiree Merlini,

Coordinatrice MdA SO Gruppo Parto Parto e PS Ostetrico-Ginecologico

Dott.ssa Sonia Padovani,

Coordinatrice MdA Degenze Ostetricia e Puerperio

Dott.ssa Giovanna Del Balzo,

Responsabile Organizzativo Funzionale

Unità Operativa Complessa Servizio di Medicina Legale e della Responsabilità Sanitaria

Prof. Massimo Piergiuseppe Franchi,

Direttore Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia BT

Direttore Dipartimento Materno Infantile

Fonti e approfondimenti utili:

https://www.youtube.com/watch?v=BVdEE1UMXVE

https://www.istat.it/it/violenza-sulle-donne

https://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?id=4498&area=Salute%20donna&menu=society

https://www.poliziadistato.it/statics/24/opuscolo-2023.pdf

https://www.istat.it/it/files//2018/04/Statistical_framework_femicide_2022.pdf#page=14

https://www.1522.eu

https://postoccupato.org

https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2023-11/01_settimanale_omicidi_al_19_novembre_2023_1_-_copia.pdf

https://iris.who.int/bitstream/handle/10665/341337/9789240022256-eng.pdf?sequence=1


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