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Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne: l'Ospedale Donna e Bambino ha aderito all'iniziativa POSTO OCCUPATO

25 novembre 2020

Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologico - Ospedale Donna e Bambino, sede di Borgo Trento, AOUI di Verona

Rispetto al 2018, anno in cui la violenza di genere, con 142 femminicidi totali, aveva registrato in Italia la sua percentuale più alta, con un aumento dello 0,7% rispetto al 2017 e con una donna uccisa ogni 72 ore, nel 2019 le donne uccise sono state 95.

Anche se i femminicidi nel 2020 registrati fino ad oggi sono stati solamente 91, dato stabile rispetto all’anno precedente, mentre nel 2019 nel periodo compreso tra gennaio e giugno le vittime donne costituivano il 35% degli omicidi totali, nel 2020 l’incidenza delle stesse è in crescita e si attesta al 45% (pari ad un femminicidio ogni 2 giorni).

A far precipitare la situazione ha contribuito sicuramente il confinamento domiciliare dovuto al lockdown dato che un numero indefinito di donne, nel nostro paese e nel resto del mondo, si è ritrovata ad affrontare una convivenza forzata con il proprio aguzzino. Si stima infatti che l’85% dei femminicidi avvengano tra le mura domestiche o per mano dell’ex partner.

A conferma di ciò, secondo i dati raccolti dall’Istat nello studio Violenza di genere ai tempi del Covid, che hanno preso in esame le chiamate al numero 1522 (servizio pubblico contro la violenza e lo stalking, istituto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Dipartimento per le Pari Opportunità) durante i mesi del lockdown, le telefonate ai numeri antiviolenza sono aumentate del 73% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Purtroppo a fronte di un aumento di richieste di aiuto, la maggior parte delle donne non denuncia la violenza subita, proprio perché consumata per lo più all’interno di contesti familiari.I motivi della mancata denuncia sono legati alle conseguenze negative che si possono generare nel contesto familiare (21.6%), alla paura generica (13.4%), alla paura della reazione del violento (10.9%), all’incertezza sul dopo (6.0%), alla poca fiducia nelle Forze dell’Ordine o perché queste ultime hanno sconsigliato di fare denuncia (3.3%). Tra le vittime, il 2.8% ha ritirato la denuncia e più di una su tre (il 40.4%) è tornata dal maltrattante.

Oggi, 25 novembre 2020, nella Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, anche noi dipendenti dell’Ospedale della Donna e del Bambino abbiamo voluto partecipare all’iniziativa di Posto Occupato riservando un posto concreto a tutte le donne vittime di violenza all’interno della sala di attesa del nostro Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologico.

Il senso di questo gesto è quello di rendere questa assenza-presenza una memoria tangibile e un monito per non sottovalutare i sintomi della violenza, di cui il femminicidio è l’ultimo atto estremo commesso sul corpo di una donna. 

Posto Occupato è un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza. Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Questo posto vogliamo riservarlo a loro, affinché la quotidianità non lo sommerga.”
 

Dott.ssa Carlotta Tosadori, Ostetrica Emanuela Cassin, Professor Massimo Piergiuseppe Franchi
Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia
Ospedale della Donna e del Bambino